28/01/2012

Comitato Acqua Pubblica : Firma l'appello *segnalato da N. Cristofori



    Da: Comitato Acqua Pubblica Ferrara
> A: @, @, @, @, @, @, @, @
  Firma l'appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia"
>
> Difendiamo il risultato referendario messo a rischio dai progetti di
> liberalizzazione del governo Monti. Firma l'appello per difendere
> l'acqua bene comune e la democrazia 
> FIRMA E FAI FIRMARE CLICCANDO QUI
>
> APPELLO
>
> "GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!"
> IL 12 E 13 GIUGNO SCORSI 26 milioni di donne e uomini hanno votato
> per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano
> universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di
> profitto. 
> LE STESSE PERSONE HANNO VOTATO ANCHE LA DIFESA DEI SERVIZI PUBBLICI
> LOCALI DALLE STRATEGIE DI PRIVATIZZAZIONE: una grande e diffusa
> partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio,
> dimostrando la grande vitalità democratica di una società in
> movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini
> e Stato attraverso la politica.
> IL VOTO HA POSTO IL NUOVO LINGUAGGIO DEI BENI COMUNI E DELLA
> PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA come base fondamentale di un possibile
> nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche
> contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed
> ecologica senza precedenti.
> A QUESTA STRAORDINARIA ESPERIENZA DI DEMOCRAZIA il precedente
> governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto
> referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con
> l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.  ADESSO,
> UTILIZZANDO COME ESPEDIENTE LA PRECIPITAZIONE DELLA CRISI
> ECONOMICO-FINANZIARIA E DEL DEBITO, IL GOVERNO GUIDATO DA MARIO
> MONTI si appresta a replicare ed approfondire tale attacco
> attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che
> vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura
> in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea
> che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la
> direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo
> l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo
> italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle
> leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori
> Italia.
>
> NOI NON CI STIAMO. 
> L’ACQUA NON è UNA MERCE, MA UN BENE COMUNE che appartiene a tutti
> gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può
> essere affidata in gestione al mercato. 
> I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non
> merci per la speculazione finanziaria. Ma sorge, a questo punto, una
> enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: NESSUNA
> “ESIGENZA” DI QUALSIVOGLIA MERCATO PUò IMPUNEMENTE VIOLARE
> L’ESITO DI UNA CONSULTAZIONE DEMOCRATICA , garantita dalla
> Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la
> maggioranza assoluta del popolo italiano.
> CHIEDIAMO con determinazione al governo Monti di interrompere da
> subito la strada intrapresa. 
> CHIEDIAMO a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di
> prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del
> popolo italiano.
> CHIEDIAMO alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere
> questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del
> voto referendario.
> OGGI PIù CHE MAI, SI SCRIVE ACQUA E SI LEGGE DEMOCRAZIA.
> FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
> --
> --
> Comitato Referendario 2 SI per l'Acqua Bene Comune di Ferrara
> Comitato Acqua Pubblica di Ferrara
> per l'Attuazione dei Referendum e a Difesa dei Beni Comuni
> mail: comitatoacquapubblica.ferrara@gmail.com sito:
> www.forum.ferrara.it/acqua/facebook: Comitato Acqua Pubblica Ferrara
> FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER
> L'ACQUA:http://www.acquabenecomune.org
>
 > comitatoacquapubblica.ferrara@gmail.com  >

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Spigoli & Cullture m agazine: l’AUTORE co n TE(a) 2012

l’AUTORE con TE(a) 2012Riprende l’AUTORE con TE(a) 2012, con un nuovo ciclo di conVERSAzioni informali tra autori e lettori, ad ingresso libero, organizzato da Colonne d’Ercole Associazione Culturale, e dal sito culturale Spigoli&Culture - spigol@ture (www.spigolature.net). Incontri all’insegna... di, ispirazione, fantasia e talento, elementi comuni ad ogni forma di racconto: un interessante pretesto per dialogare informalmente su testi letti e da leggersi.

Giovedì 2 febbraio 2012, ore 16.30, Biblioteca G. Bassani (Ferrara, via Grosoli, 42)
primo appuntamento con la letteratura fantastica.
Susi Andreatta, ideatrice della Saga di Adrian raccontata in Sulle tracce di Amina (Curcu & Genovese Ass., 2008), e ne Il Barone e la fiamma (Curcu & Genovese Ass., 2009)
conVERSAno Dario Gigli e Gian Luca Balestra riguardo i modi dello scrivere fantasy ed i prossimi sviluppi di una saga medievale che ha entusiasmato molti lettori.

Autrice:
Susi Andreatta – Di mestiere fa l’ostessa e per rilassarsi scrive audaci romanzi d’avventura tra cui Il barone e la fiamma. La saga di Adrian (Curcu & Genovese Ass., 2009), Sulle tracce di Amína. La saga di Adrian (Curcu & Genovese Ass., 2008). Il suo angolo di Paradiso si chiama “Osteria de Falesina”, dove il marito fa il cuoco e lei – tra un episodio e l’altro della saga di Adrian – serve orgogliosamente ai tavoli. Susi è sposata da quindici anni e ha due splendidi bambini.

ConVERSAno:
Gian Luca Balestra (Presidente di Colonne d’Ercole Associazione Culturale; Coordinatore di Spigoli&Culture spigol@ture) - Docente precario di Storia, Italiano, Filosofia, etc., nelle scuole superiori della Provincia di Ferrara (attualmente all’IPSIA di Argenta e all’IPSIA di Cento). Laureato in storia presso l’Alma Mater Studiorum (1988). Dottorato di Ricerca a Venezia (1996).
Cultore della materia presso la cattedra di Storia della seconda guerra mondiale e dei movimenti partigiani, corso di laurea in Storia contemporanea dell’Università degli studi di Bologna (1990-2005). Autore di due volumi e numerosi saggi sulla storia d’Italia tra l’Unità e la seconda guerra mondiale.
Dario Gigli – Originario di Taranto (classe 1983). Laureato in Lettere moderne ad indirizzo storico-geografico (2006), presso l’Università di Ferrara. Ha pubblicato: Taras (Este Edition, 2004); L’eco del Mare (Este Edition, 2006); Il Regno di Pietra (La Riflessione-Davide Zedda, 2010). Da molti anni collabora con la rivista Leggere Donna e con la Tufani Editrice, dirette entrambe da
Luciana Tufani.

Organizza:
Colonne d’Ercole Associazione Culturale - nasce nel 2007. «l’approccio singolare, l’insieme delle elaborazioni costituiscono le caratteristiche principali del modo di agire dell’associazione in rapporto alle differenti forme d’arte e di pensiero. Le Colonne d’Ercole non rappresentano un confine invalicabile, piuttosto un limite oltre cui spingerci.» (da Premessa allo Statuto dell’Associazione). Organizza insieme a “Spigoli&Culture spigol@ture”
(
www.spigolature.net), numerose iniziative tra cui il Si Gioca (Biblioteca G. Bassani di Ferrara, 2011).
Spigoli&Culture - spigol@ture (
www.spigolature.net) - nasce ufficialmente il 21 marzo 2006, grazie all’impegno di Gian Luca Balestra, Massimo Gherardi e Antonella Chinaglia, con il Manifesto Costitutivo “Spigoli VIVI” scaturito dal confronto di opinioni tra tutti gli autori/artisti presenti/attivi in quei giorni. Un sito, quasi una rivista, con recensioni di libri, film, musica, teatro,
eventi e tanto altro, ma soprattutto spazio per esprimere opinioni. Il tutto costruito senza schemi preconcetti; un confronto franco e aperto di idee. Le iniziative organizzate si trovano, elencate e commentate, nel menu “Chi Siamo” all’interno della sezione “… oltre il web”.
Visualizza altro
Via Grosoli 42, 44100 Ferrara, Italy

18:54 Scritto da: asinorosso1 (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

Marco Meloni: Valore legale del titolo d i studio: gli spazi per una riforma conc reta- Area Cultura U niversità Pd Futuro

 

Valore legale del titolo di studio: gli spazi per una riforma concreta

 articolo di ieri su Europa, che trovate anche sulla
pagina facebook e sull'area del sito dedicata a Università e Ricerca. Vi invito ad usare il sito e il social network per esprimere i vostri pareri nei commenti. Grazie per l'attenzione.

Marco Meloni



***

L'abolizione del valore legale del titolo di studio è come l'araba fenice, ma in questo caso "cosa sia nessun lo sa". Il suo ruolo nel dibattito pubblico si riduce spesso a una sfida tra due tifoserie che non si comprendono, né si sforzano di capire di cosa stiano parlando. Proviamo piuttosto a entrare nel merito delle questioni, per cogliere davvero l'opportunità di varare riforme utili in tempi rapidi e far maturare il nostro discorso pubblico. Partiamo dai fatti. Come ha correttamente ricordato ieri su queste colonne Giliberto Capano, non possiamo abolire qualcosa che non esiste.

Il complesso concetto di valore legale dei titoli, studiato tempo fa da Sabino Cassese, richiama un insieme di norme che, in termini generali, disciplinano da un lato l'autorizzazione ad istituire le università, e dall'altro lacapacità delle medesime di rilasciare attestati dotati di effetto giuridico. A loro volta, a questi ultimi sono connessi la facoltà di svolgere esami di stato per l'esercizio di alcune professioni (medico, ingegnere, eccetera), i meccanismi di reclutamento tramite concorsi e le progressioni di carriera nella pubblica amministrazione.

Entro questi confini, il Pd ha formulato una serie di proposte volte a introdurre maggior rigore nell'affidamento della capacità di conferire titoli di laurea, ad affievolire gli effetti formali di questi ultimi per premiare le capacità individuali e a eliminare le storture tipiche della logica del "pezzo di carta". Entrando nel merito, crediamo anzitutto che le norme recentemente adottate per l'accreditamento debbano prevedere requisiti rigorosi e verifiche periodiche, in termini di qualità della ricerca e della didattica, di strutture al servizio degli studenti, di corretto rapporto tra numero di docenti e di studenti. Per questo è fondamentale il corretto funzionamento della valutazione.

Quanto agli effetti del titolo rilasciato degli atenei accreditati, è chiaro che chi è responsabile della vita di unpaziente o della tenuta di una diga è bene che sia laureato in medicina o in ingegneria. Ma vi sono ampi spazi d'intervento. Anzitutto si può abolire il valore legale del voto di laurea, ovvero la facoltà di considerarlo ai fini di un concorso. I concorsi - che devono tornare a essere l'unica via di accesso all'impiego pubblico -dovranno essere organizzati meglio, ma le competenze di ciascun candidato saranno affidate totalmente alle prove concorsuali tarate sulle specifiche esigenze di ciascuna pubblica amministrazione. Allo stesso scopo miral'ampliamento delle classi di laurea che consentono l'accesso ad impieghi che non richiedono competenze specifiche.

Ancora, si può cancellare la connessione tra l'acquisizione di un titolo di studio nel corso della carriera nelle pubbliche amministrazioni e le progressioni interne. La finalità è bloccare i diplomifici, che da un lato mortificano il sistema universitario, dall'altro sottraggono impegno al lavoro dei pubblici dipendenti orientandoli verso l'acquisizione di titoli di studio fittizi. È invece interesse delle amministrazioni valorizzare le competenze acquisite dai dipendenti attraverso la valutazione delle capacità mostrate "sul campo". Si dovrà poi ampliare nel massimo grado possibile la fruibilità della laurea triennale e riconoscere lo specifico valore formativo del dottorato di ricerca, oggi per niente valorizzato dalle pubbliche amministrazioni.

Si tratta di misure semplici ed efficaci che garantiscono effettivamente che il formalismo non prevalga sulle capacità e sul merito individuale. Ora sarebbe invece sbagliato allontanarsi dal nocciolo della questione, allargando la discussione ad altri temi. L'unico effetto sarebbe infatti impedire ogni riforma e rimandare alla prossima occasione un confronto fondato solo su preconcetti.

Perciò è insensato pensare che si possa parametrare il voto di laurea al ranking delle università, colparadosso di attribuire ai titoli di studio un valore legale addirittura maggiorato. La differente preparazione fornita da un corso di laurea potrà emergere attraverso le migliori performance individuali nelle prove concorsuali. Altrettanto sbagliato è collegare questo tema con l'aumento della tassazione (abbiamo le tasse più alte d'Europa dopo la Gran Bretagna, ricordo) finanziata coi prestiti: perché gli studenti possano realmente scegliere le università migliori è necessario che funzionino orientamento e valutazione, e, alla base, un vero diritto allo studio. Temi sui quali l'Italia è molto indietro e che dovranno essere, a nostro avviso, tra le principali priorità di questo governo.

 
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Cinema astratto a Cagliari: con Tonino Casula


 

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18:50 Scritto da: asinorosso1 (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

YALTA, “LA GUERRA FR EDDA” E “IL TEMPO E LA MEMORIA”


 

 
Il Futurismo ovvero una visione dinamica della storia e della civiltà

YALTA, “LA GUERRA FREDDA” E “IL TEMPO E LA MEMORIA” (CASALINO PIERLUIGI, ENNEPILIBRI, IMPERIA, 2006)

La Conferenza di Yalta fu lo spartiacque fra il periodo di apparente cooperazione bellica (ma come sappiamo, e gli storici ci confermano, fu così solo in parte, se mai lo fu) e le battute iniziali della “guerra fredda”. A Yalta gli Alleati angloamericani e la Russia sovietica conclusero accordi che riflettevano i loro reciprochi interessi ( interessi di sempre delle grandi potenze, compresa la Russia, che si sforzava di essere magnanima e animata da spirito di solidarietà e fratellanza “internazionalista e proletaria” alla faccia dei beoni con il burro davanti agli occhi: e ce ne sono ancora in giro di appartenenti, magari in buona fede, a tale schiera che sognano l’ideale marxista-leninista)e incarnavano tradizionali compromessi. Tali decisioni mostrarono presto i loro limiti e non ressero all’urto degli avvenimenti: il mondo si trovò proiettato nella “guerra fredda”. In fondo la stessa Seconda Guerra Mondiale si era basata sui sospetti, le riserve mentali e i veti incrociati tra le parti, oltre che sul desiderio non sempre svelato e coperto dalle sottigliezze della diplomazia di far prevalere la ragion di stato di ciascun protagonista, in certi casi pensando persino a paci separate con il nemico tedesco.  Di questa circostanza fu ben consapevole Casalino Michele, il protagonista de “IL TEMPO E LA MEMORIA” (Casalino Pierluigi, Ennepilibri, Imperia, 2006), il quale fu testimone oculare (ascolta anche l’intervista di Casalino Pierluigi su “IL TEMPO E LA MEMORIA” a RADIO 24 de IL SOLE 24 ORE – “LA STORIA DI CASALINO MICHELE” -) degli eventi che stavano maturando in Polonia tra la ritirata tedesca e l’avanzata travolgente dell’Armata Rossa. Su tali considerazioni il dibattito è ancora aperto presso gli storici e gli analisti di affari internazionali e investe gli stessi equilibri mondiali e nel Vecchio Continente, scaturiti dal crollo dell’Ordine di Yalta negli anni 1989-1991.

 

Casalino Pierluigi, 28.01.2012.  

 

 

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