30/09/2011

Transumanesimo: il nuovo Laboratorio futurista lancia Ferrara nel terzo millennio

http://www.transumanisti.it/laboratori.asp

*a cura dei futuristi ferraresi (+ il celebre Graziano Cecchini)

4) Laboratorio di Letteratura Futurista (LLF)

Coordinatore: Roby Guerra

Team: Graziano Cecchini, Maurizio Ganzaroli, Filppo Landini

Missione: Il laboratorio di letteratura futurista, in senso produttivo e analitico-storico, tra arte, società e tecnologia, esplora il divenire della Parola nei tempi attuali postmoderni e postumani. Dall'avanguardia futurista, storica e contemporanea post-Marinetti, alle avanguardie del secondo novecento tecnologiche, pop o letterarie, fino all'arte digitale degli anni Duemila.Il laboratorio si avvale on line di diversi siti blog, operativi a partire dal 2008; Scienza e Futuro,Transfuturismo, FTM Azione Futurista; le webzine Futurismo Space 2009 e Sands From Mars, l'editing eBook Futurist Editions, il giornale sito blog online Asino Rosso, i canali video You Tube Futurguerra, Graziano Cecchini RossoTrevi, Maurizio Ganzaroli. In particolare, il LLF, accanto alla ricerca sperimentale, concentra la propria azione on/off line, in chiave pop elettronica contemporanea, multimediale, futuristica sociale, tra estetica (neo) futurista e transumanista.

Il Fondo Magazine: Nicola Mente su Michael Jakson

IL FONDO DEL GIOVEDI - 29 settembre 2011


Michael Jakson in agonia?
Facciamone spettacolo


articolo di


Nicola Mente

nell'edicola di via
www.mirorenzaglia.org
 

12:56 Scritto da: asinorosso1 (Webmaster) in cinema e tv, Futurismo Futurologia di Roby Guerra, Ferrara, musica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

Radicali sotto processo PD con Franceschini PM... Soviet Soviet...

Roma - I Democratici aprono il "processo" ai sei deputati radicali che non hanno votato la mozione di sfiducia al ministro alle Politiche agricole, Savierio Romano. Domani, nel direttivo del gruppo, sarà valutata l’espulsione. "E' stato un comportamento incomprensibile e intollerabile", hanno tuonato i vertici del Pd.

Continua...

Cose Bulgare e Filippo Landini a l'Internazionale 2011- Intervista

LANDINI.jpg

In Internazionale 2011 a Ferrara, spazio anche per certa avanguardia ferrarese. Ad esempio e tra le più rilevanti l'incontro Cose Bulgare, 2 ottobre - vedi Estense com

http://www.estense.com/?p=169097

a cura dell'editing ferrarese Linea B/N con anche alcuni autori: tra essi Lorenzo Mazzoni e Filippo Landini. Quest'ultimo, noto videomaker (tra i curatori di The Scientist Video International) e scrittore postcyberpunk, RED REC PLAY BACK, tra i suoi ultimi lavori. L'abbiamo intervistato per l'occasione:

Continua...

Mauro Malaguti: “Piove… Governo ladro” anche a Ferrara....

FERRARA CASTELLO ESTENSE.jpg
“Piove… Governo ladro”
 

Si sa che in tempi di crisi il primo a scontarne le responsabilità è chi governa, ma se la crisi internazionale ci colloca in un clima globale di recessione strisciante, dalle‘Informazioni statistiche ed economiche 2011 della provincia di Ferrara’ dati ISTAT, emergono cifre ancor più allarmanti, e la nostra provincia non mi sembra sia mai stata amministrata dal centro destra.

 

Continua...

29/09/2011

Il Sindaco Matteo Renzi Enews 324, mercoledì 28 settembre 2011 Verso la Rottamazione d'Ottobre

Matteo Renzi | http://www.cn24.tv/news/24862/il-sindaco-di-firenze-matteo-renzi-a-catanzaro.html
 
Enews 324, mercoledì 28 settembre 2011Newsletter quindicinale. Un modo per restare in contatto, per fare il punto della situazione insieme e per evitare di parlarsi solo con le interviste o in campagna elettorale. Chi gradisce può segnalare altri amici. Chi non gradisce può cortesemente farlo notare: enews@matteorenzi.it


Il tempo che stiamo vivendo non è facile per chi fa politica. Le persone sono stanche non tanto per le cose che vengono fatte, ma soprattutto per quelle che non vengono fatte: promesse rimandate all'infinito, libri dei sogni che non si avverano mai.
Per questo chi come noi vuole mostrarsi diverso non deve limitarsi a chiacchierare bene: deve essere concreto, coinvolgente, continuo.
Da questa riflessione – non particolarmente geniale, a dire il vero: una semplice constatazione – è nata un'iniziativa tutta fiorentina che si chiama “Cento luoghi”. Abbiamo scelto cento piccoli e grandi luoghi della città. Li abbiamo fotografati per come erano nel 2009, quando abbiamo iniziato a lavorare in Palazzo Vecchio. E abbiamo coinvolto i cittadini in discussioni, confronti, progetti. Perché un sindaco deve decidere, altrimenti diventa come tutti gli altri. Ma non può decidere da solo: coinvolgere i cittadini diventa doveroso. Diventa prezioso. E, a Firenze, diventa persino divertente.
Il 28 settembre del 2010 abbiamo organizzato cento assemblee in cento luoghi in contemporanea. Abbiamo ricevuto centinaia di stimoli, proposte, critiche, idee. E più di diecimila fiorentini si sono messi in gioco con noi.
Oggi, un anno dopo, ci riproviamo: 28 settembre del 2011, negli stessi luoghi, facciamo il bis. Ma rispetto allo scorso anno portiamo le novità, i passi in avanti, i cambiamenti.
Questa città si muove. Dall'eliminazione del mostro di via del Pratellino all'inizio dei lavori in San Jacopino, dal Bigallo rinnovato sino al progetto della Mercafir, dal giardino del Lungarno Santarosa fino ai parcheggi di Serpiolle, Settignano, Piazza del Carmine, Piazza Indipendenza, Ponte a Mensola, Castello, Piazza della Vittoria, dalla card unica dei Musei al salvataggio del Teatro della Pergola agli interventi sull'edilizia scolastica molto sta cambiando. Può piacere o meno, si può essere d'accordo o meno, si può contestare o meno. Ma questa città si muove. E per noi questo è fondamentale. Perché la concretezza di chi fa le cose – nonostante una burocrazia assillante – è l'ultimo baluardo contro l'antipolitica.
Stasera dunque vi aspetto in cento luoghi diversi della città. Vedrete i passi in avanti, tanti. Vedrete qualche progetto bloccato, fermo al palo per nostre responsabilità o più frequentemente per scarsa volontà dei privati interessati (Belfiore, Panificio Militare, Cimitero dei Pinti). Vedrete qualche luogo dove abbiamo cambiato idea noi, perché le proposte dei cittadini sono state più convincenti dei nostri progetti originali: non mi vergogno di questo. Al Meccanotessile, per esempio, i cittadini di Rifredi ci hanno convinto a cambiare idea. Nessuno è perfetto e un passo indietro – talvolta – può funzionare anche come rincorsa.
Proveremo a dar vita al più ambizioso e stravagante progetto di partecipazione democratica tentato da una città in Italia: cento assemblee contemporanee in cento luoghi diversi per rafforzare un'unica idea di città. Quella dove le persone si vedono non solo in campagna elettorale per le promesse, ma si incontrano ogni giorno per governare insieme e dove i cittadini sono protagonisti.
Ieri ho fatto una lunga conferenza stampa e qui trovate una
piccola rassegna delle varie notizie uscite sui cento luoghi sui giornali. Qui invece potete cliccare per avere l'elenco e le sedi dei cento luoghi. Per me graditi come sempre i commenti a sindaco@comune.fi.it

***
La questione nazionale è sotto gli occhi di tutti. Io non ho voglia di unire la mia voce all'oceano di parole, urlate e bisbigliate, scandite e strascicate, gridate e sussurrate
dell'attuale ceto politico. Non ne posso più, neanche io che sono tra gli addetti ai lavori. Penso che sia arrivato il momento di parlare di cose concrete, anche a livello nazionale. Per questo il 28, 29, 30 ottobre alla Stazione Leopolda di Firenze proveremo a rimettere in moto il treno del cambiamento individuando le nostre idee e i nostri sogni per l'Italia di oggi. Non per quella di domani, sia chiaro: per quella di oggi. Perché il tempo è scaduto e non possiamo più rinviare. Quella della Leopolda sarà una tre giorni molto particolare. Non vi stupiremo con effetti speciali, sia chiaro. Ma ci sorprenderemo di noi stessi e di quello che possiamo essere. Siamo noi quelli che stiamo aspettando, come recitava un ritornello della campagna elettorale democratica americana del 2008. E nessuno – proprio nessuno – ha il diritto di tirarsi fuori. Anche perché da queste sabbie mobili non usciremo con l'individuazione di un leader, ma con l'entusiasmo di un popolo. Tutte le informazioni logistiche e contenutistiche sin dalla prossima enews. Ma per adesso segnatevi questa data: 28, 29, 30 ottobre. Firenze. Stazione Leopolda. È tempo di rimetterci in marcia...

***

Il sito www.matteorenzi.it è in fase di restyling. Ve lo presenterò in una delle prossime enews. Per adesso però potete trovarci le cose fatte in questi quindici giorni, dal viaggio negli Stati Uniti per l'organizzazione dell'Anno di Amerigo alla presentazione del progetto delle Cascine durante Ruralia, dal festival dell'Energia con il nostro progetto di fare di Firenze una capitale delle auto elettriche sino alla grande giornata di Corri La Vita, con oltre ventimila persone a gustare il cuore grande di Firenze. Segnalo anche la terza edizione di un bacione a Firenze e l'inaugurazione del Museo Gucci.
Per chi vuole rimanere costantemente aggiornato questa è la mia pagina
facebook e questo il link a twitter. vi faccio presente che chi vuole potrà seguire e raccontare le assemblee dei 100 luoghi attraverso twitter con l'hashtag #100luoghi. Chi non usa twitter potrà vedere la cronaca direttamente sul sito dei 100 luoghi.

Il video del mese?
Sicuramente il capolavoro di Roberto Castelli che spiega la sua incredibile conversione al francescanesimo, sedotto sulla via della povertà, con la mia risposta in diretta. Cliccate qui se non siete deboli di stomaco

***

Un sorriso,
Ciao
Matteo

PS: Considero l'enews uno spazio libero, dove condividere fatti concreti e atti amministrativi, ma anche sogni e sentimenti. Confesso che ieri sera mi sono emozionato. Ho fatto un salto infatti al caffè letterario delle Murate. Conoscete le Murate? Erano la vecchia prigione di Firenze. Le precedenti amministrazioni hanno fatto un bellissimo lavoro di recupero portandoci edilizia residenziale. Quando nel 2009 sono diventato sindaco ho chiesto di fare alcune modifiche al progetto iniziale, investendo molto su spazi di socialità e relazione, legati all'arte e alla cultura (il SUC, spazio urbano contemporaneo). Un tentativo di collegare il vecchio carcere a una nuova libertà. Fulcro della nostra idea era un caffè letterario capace di vivere e far vivere l'intero quartiere. Ieri i ragazzi che hanno vinto il bando hanno inaugurato questo spazio. E personalmente ho avvertito il brivido che prova chi vede realizzato un progetto a distanza di due anni. Due anni sono tanti, ma per la burocrazia di oggi volano in un istante. Quando le cose si fanno, le chiacchiere stanno a zero. Una piccola cosa, per carità. Piccola piccola piccola. Ma ti serve perché aiuta a rendere ragione del tempo che investi nell'impegno per la cosa pubblica.

Matteo Renzi: Wild boys | Lucia | http://www.luciadesiervo.eu/2009/02/18/matteo-renzi-wild-boys/

 

Corriere della Sera (?!) PM pornolesi a una dimensione: al rogo il Libro contro la Finanza Rossa

Il rogo dei libri (solo se «nemici»)

Un Tribunale manda «Falce e carrello» al macero. E tutti tacciono

  http://www.corriere.it/cultura/libri/11_settembre_19/batt...


 
Ma almeno un gesto, una finta. Una «mossa» tanto per far capire che la censura è una cosa odiosa, gli apostoli della libertà di stampa conculcata, potrebbero pure simularla anche in favore di un nemico. D'accordo, le Coop non si toccano, venerate come una reliquia sacra e quindi bisognose di robuste esenzioni fiscali, ma per questo il libro del patron dell'Esselunga Bernardo Caprotti, Falce e carrello (Marsilio), deve essere bandito, gettato al macero, bloccato nella pubblicazione, per sentenza di un tribunale che dovrebbe giudicare nel nome del popolo italiano e non in quello dei baroni dei supermercati politicamente corretti?
Niente. Non una protesta, un sussurro, un sospiro. Niente di niente. Quelli della sacralità dell'articolo 21 della Costituzione: silenzio tombale. Quelli della compagnia di giro che agita le bandiere viola solo quando le aggrada: muti come disciplinatissimi scolaretti. In questo non viene solo sanzionato l'autore di un libro che contiene una diffamazione (che infatti, con una sanzione proporzionata, deve pagare una certa somma a chi è stato riconosciuto come diffamato), ma viene intimato di distruggere tutte le copie del libro incriminato. E non si chiede, come sarebbe stato lecito, di emendare le prossime edizioni del libro degli eventuali errori. No: si chiede che l'intero libro sia messo al rogo. D'accordo, gentili paladini a singhiozzo delle libertà mortificate, non riguarda voi, i vostri amici e i vostri affari e dunque i principi universali possono attendere. Ma insomma, una semplice parolina per dimostrare che non siete degli ipocriti incalliti, dei bugiardi seriali, potevate pure pronunciarla. Non dico una manifestazione a Piazza del Popolo con le attrici e i giornalisti Rai martiri, questo è troppo. Ma un comunicatino, una noticina, una protesta piccina piccina, solo per una questione di firma.
Che mondo dimezzato che è questo. Dove si è garantisti con se stessi e forcaioli con tutti gli altri. Dove le intercettazioni sono un'imprescindibile esigenza investigativa se ad essere origliato è il nemico, e invece una vergogna barbarica se l'intercettato è un amico. Dove si piange perché si smarrisce la memoria della Shoah, ma non si trova nulla da eccepire, sull'altare dell'anti-sionismo politicamente corretto, se l'ambasciatore del moderato Abu Mazen all'Onu (mica uno sgherro di Hezbollah o di Hamas) dichiara che il futuro Stato palestinese che forse verrà riconosciuto nei prossimi giorni non potrà tollerare nemmeno l'ombra di un ebreo. Non di un israeliano, beninteso: di un ebreo e basta. Judenfrei , ma nel silenzio internazionale. Che mondo, dove i tribunali italiani decidono quale libro può uscire e quale no ma la cosa non interessa i difensori della libertà d'opinione. Della propria. Perché quella degli altri non è un argomento sexy. E neanche meritevole, figurarsi, di un frammento di un'indignazione altrimenti generosamente profusa.


19 settembre 2011(ultima modifica: 21 settembre 2011 15:56

17:30 Scritto da: asinorosso1 (Webmaster) in cinema e tv, Futurismo Futurologia di Roby Guerra, Ferrara | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

Ferrara città volante - Idrovia e Oasi del Poggetto

*LA "DENUNCIA" DELLO SCRITTORE RICCARDO ROVERSI

 

 

Archivi delle etichette: Desertificazione | http://claudiosala.wordpress.com/tag/desertificazione/


 

 

Chiedo ospitalità per un aggiornamento sulla questione connessa alla distruzione della

(detta popolarmente) "Oasi del Poggetto", quell'area naturalistica e rigogliosa
che si stende(va) in prossimità del Santuario del Poggetto ed oggi desertificata.
I sei storici maceri compresi nell'area e un tempo adibiti alla lavorazione della canapa,
pur privati delle querce che li attorniavano (brutalmente e inutilmente abbattute)
e dei fossi che li alimentavano (interrati), sono ancora VIVI (la natura è più savia di noi)
e possono essere facilmente salvati e rinaturati.
Quei sei maceri sono la testimonianza vivente (ancora per poco) della grande epopea della
coltivazione della canapa nel Ferrarese della prima metà del Novecento: un patrimonio di tutti.
Possibile che nell'ambito istituzionale di Ferrara, provinciale e/o comunale,
non vi sia un ente, un ufficio, un funzionario di buona volontà che faccia
un sopralluogo in quella zona e che prenda gli adeguati provvedimenti?
Chi non è al corrente della situazione può informarsi su YouTube al link:
e chi ha informazioni circa quanto sopra può fare riferimento alla mail indicata
all'interno del sito: www.riccardoroversi.com.
 
Grazie, Riccardo Roversi

17:26 Scritto da: asinorosso1 (Webmaster) in cinema e tv, FERRARA NEL WEB a cura AsinoRosso1, tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: ecologia, riccardo roversi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

Ferrara-Emilia Romagna TASSE – IL PROBLEMA OCCULTO

 


 

Si fa un gran parlare dell’evasione fiscale. La settimana scorsa anche due cardinali sono intervenuti sull’obbligo morale e sostanziale di pagare le tasse. Hanno seguito lo stesso percorso dottrinale partendo dal medesimo passo evangelico, ma Ravasi, confinato nell’ambito di mille battute del suo impagabile Mattutino, non aveva spazio da destinare al rovescio della medaglia, Caffarra invece, nell’omelia della Messa per il Patrono della Guardia di Finanza (S. Matteo evangelista, il “pubblicano” esattore di tasse), ha potuto evidenziare senza restrizioni entrambe le facce del rapporto esistente fra il servizio pubblico e il dovere di pagare le tasse. Dovere che trova il suo fondamento oggettivo nel servizio che lo Stato rende ai cittadini. Ovviamente – ha aggiunto – trattasi di un dovere reciproco: al dovere del cittadino corrisponde il dovere di coloro che S. Paolo chiama ‘servitori pubblici’ di assicurare il rispettivo servizio, che secondo l’Apostolo esige ‘una applicazione costante al proprio compito’.

La lezione impartita dal titolare della Cattedra di S. Petronio è di certo ridondante per la Guardia di Finanza che non ha bisogno di suggerimenti, investita com’è del compito sistematico d’individuare chi non paga le tasse e, purtroppo, NON quello d’individuare i ‘servitori pubblici’ inadeguati. Ma poiché parlare a suocera perché nuora intenda è sempre utile, i media laici hanno divulgato il messaggio, sia pur focalizzando l’attenzione solo sul dovere di pagare le tasse, trascurando invece il seguente passaggio: “.. Da parte del ‘servitore pubblico’ l’insidia peggiore è l’oscurarsi nella coscienza di essere ‘servitore del bene comune’ e non del bene particolare di gruppi o individui”. Nonostante le apparenze, in questa frase il cardinale si riferisce ancora al Vangelo e non al blog di Beppe Grillo e suoi richiami ai ‘nostri dipendenti’ che occupano poltrone per farsi gli affari loro, o addirittura sono personalmente incapaci di non fare disastri. Strana coincidenza o Grillo teocon? No, semplice buon senso applicato, senza il quale ogni paese civile muore. Come muore la mia città, dove migliaia di km di rete gas municipale sono stati “venduti” dal sindaco a prezzo simbolico con buono omaggio del monopolio del servizio; dove l’unico ospedale cittadino viene lasciato andare in malora da 20 anni per chiuderlo in vista di una sostituzione con un altro lontano e mai finito, insaziabile voragine di soldi pubblici. Dove il Municipio compra all’ingrosso bici a 1.000 euro l’una e una passerella ciclopedonale che scavalca un fosso di scolo a 70.000; dove il consumo annuo d’acqua potabile della residenza municipale pesa mezzo milione di euro; dove per estemporaneità museali si spendono milioni invece di investirli in richiami permanenti di cui siamo carenti per attirare flussi turistici costanti. E tante altre nefandezze ancora, tutte rese possibili dalla disponibilità di soldi pubblici. Non ci siamo. C’è da chiedersi se sia davvero un obbligo morale pagar tasse decise e fruite da chi appartiene al Sistema che le dilapiderà, come è storicamente provato.

 

Paolo Giardini

 

FTM Azione Futurista -Intervista a Graziano Cecchini by Sakura_No_Hana

L’imprevedibile Graziano Cecchini, classe 1953, ha un solo obiettivo: risvegliare le coscienze degli uomini verso l’azione e la critica.
I suoi primi gesti eclatanti risalgono all’ottobre del 2007 quando versa del colorante rosso nella Fontana di Trevi e nel gennaio del 2008 lasciando cadere 500mila palline colorate dalla scalinata di Trinità dei Monti verso Piazza di Spagna.
Pochi mesi fa il suo ultimo blitz futurista in Piazza della Repubblica, sempre a Roma, questa volta l’obiettivo è la Fontana delle Naiadi (fontana realizzata da Mario Rutelli bisnonno di Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma), ne tinge l’acqua di rosso, bianco e verde e posizionando un busto di donna in gesso con dei rubinetti al posto dei seni, grida: IO NON CI STO perché la cultura, così come l’acqua, è di TUTTI e DI TUTTI deve restare!
Cecchini, artista anticonvenzionale, come ama definirsi, è sempre in prima linea contro l’ arroganza del potere e in attesa di una sua nuova irriverente performance attraverso questa intervista cerchiamo di conoscere meglio chi è questo futurista del terzo millennio.



Chi è Graziano Cecchini?
Semplicemente il più realista dei sognatori. Sognatore perché ancora continuo a credere che le cose possano migliorare, possano essere cambiate; realista perché so che per farlo bisogna lottare, agire e non stancarsi mai. Tutte le mie performance e lo spirito di tutti i miei quadri, le mie opere, nascono dall’osservazione di una realtà nella quale vivo e della quale mi nutro costantemente.

Nel 2007 ha fondato il movimento di Avanguardia Futurista. Ce ne parli.
La performance di Fontana di Trevi risale al 2007, dopo ho fondato FTM-AzioneFuturista. In occasione di Piazza di Spagna poi ho proseguito nel mio omaggio al Futurismo e ai suoi padri sottolineando, a livello internazionale, l’importanza e l’attualità di una Avanguardia come il Futurismo. Questo un anno prima del centenario. Nel 2009 poi, ho pubblicato il manifesto del Futurismo del terzo millennio. Dall’ottimo riscontro ottenuto sul territorio nazionale e non solo, ho avuto la conferma della necessità di un movimento che risvegli le coscienze degli uomini, indirizzandoli verso l’azione e la critica. Azione Futurista si nutre di realtà tanto che non può, per questo motivo, essere etichettata sotto nessuna bandiera politica. E’ arte e sociale, è critica propositiva, è azione e osservazione.

A Salemi, in Sicilia, il sindaco Vittorio Sgarbi l’ha nominata Assessore al Nulla, in che modo ottempera quindi a questo incarico?
Filosoficamente il nulla è “assenza di materia, assenza di ciò che è”, una dimensione vuota che va riempita. Ecco, l’Assessorato al Nulla era l’Assessorato che doveva riempire i Vuoti del Comune di Salemi. Ero svincolato dalle normali procedure istituzionali, sia nel bene (maggiore velocità di azione), sia nel “male” (nessuno stipendio, né rimborso spese, né altro genere di emolumento). Ma dopotutto essere Assessore al Nulla è una missione. L’esperienza siciliana è stata l’ennesima palestra che per un po’ ha dato i suoi frutti.
 
Oltre ad essere un’attivista lei si dedica all’arte in prima persona. Com’è nata questa sua passione?
Come è nata? E’ nata insieme a me. Ricordo che, sin da bambino, ho avuto sempre una matita in mano e una passione sfrenata per i colori. I miei primi veri quadri risalgono a quando avevo 12 anni, il mio impegno politico ai 14. Diciamo che politica, attenzione per ciò che mi circondava e arte sono andati di pari passo da quel momento. In entrambi i casi ho studiato… nel campo dell’arte studio ancora moltissimo, come è giusto che sia. Non penso che un artista possa mai sentirsi del tutto soddisfatto dei traguardi raggiunti. E’ il pregio e il difetto di chi crede in ciò che fa: ottenere sempre il meglio.



Fino ad ora ha fatto diverse performance nella Capitale e non solo, con messaggi sempre differenti e fortemente provocatori, ce ne vuole lanciare uno attraverso quest’intervista?
Più che un messaggio, vorrei fare una domanda provocatoria. Vorrei domandare a tutte le Istituzioni e alle Accademie, come mai continuano ad avere paura del Futurismo e dei principi del Futurismo… La risposta purtroppo già si sa, è chiara e manifesta nella stessa storia del movimento. Sa, il Futurismo ha dimostrato che è l’Avanguardia che si evolve nel tempo, è sempre attuale e fonda le sue radici nella critica e nella autocritica. Un movimento siffatto libera le menti e sprona all’azione. Come può piacere questo al cosiddetto “potere”, sia esso istituzionale o accademico? Ma io continuo ad essere sognatore e sogno qualcuno che risponda a questa domanda, e che ammetta la pericolosità di tutto ciò che stimola i cervelli e li rende liberi e autonomi nella valutazione della realtà circostante. Un’ammissione del genere sarebbe già un passo avanti.

Dalle sue azioni traspare un forte impegno politico e sociale: cultura e libertà d’espressione in primis. Cosa la preoccupa di più?
Mi preoccupa l’immobilità delle coscienze e l’arroganza del potere. Sono convinto che l’arte debba essere al servizio del fruitore e debba diventare un mezzo per farsi ascoltare. Se è vero che le ideologie sono morte, non vuol dire che insieme a loro siano morte anche le emozioni. L’arte è emozione e attraverso essa si possono veicolare messaggi universali. Oggi in Italia dobbiamo combattere per liberarci da una mediocrità che non appartiene alla nostra storia. Spesso mi ripeto che non è del gigante che bisogna aver paura, ma dei nani. E purtroppo l’Italia ne è piena! Ricorda il film “Carlito’s way”? Ecco, pensi alla scena finale del film. E’ il personaggio più mediocre che colpisce a tradimento e che l’ha vinta. Di questo dobbiamo preoccuparci, delle infinite piccole manchevolezze delle Amministrazioni.
Da parte mia, l’eco delle mie performance dura e perdura nel tempo e, come è mia abitudine, ciò che dico è fondato su prove e documenti. Difficile smentire le accuse che faccio. Insomma, in finale, sono io che faccio preoccupare.

Alle ultime elezioni ha accettato la candidatura al consiglio comunale di Latina al fianco dello scrittore Antonio Pennacchi con la lista Pennacchi per latina- futuro e libertà. Perchè ha scelto questa lista?
Lista Pennacchi con Futuro e Libertà è stata una sfida e le sfide mi sono sempre piaciute. Ho scelto le persone più che il partito, come ho spiegato in più di un articolo e intervista. Io sono convinto che l’esperimento di Salemi possa continuare e che oggi come oggi si debba puntare sulle persone e non sulle appartenenze politiche, che troppo spesso si basano sulla personale convenienza e niente altro. Ormai io scommetto solo sulla faccia delle persone e, quando mi espongo, lo faccio in prima persona. Sono così poche le persone che dispongono di una faccia sola! A Latina mi sono trovato a fianco di un uomo come Antonio Pennacchi che, oltre ad essere un uomo che non ha difficoltà a dire le cose come stanno, è un uomo che di faccia ne ha una. A prescindere dal risultato ottenuto, l’esperienza è stata molto importante e non è detto che non abbia un seguito.

A chi l’accusa di essere un sedicente artista e fascista, lei cosa risponde?
Sedicenti erano le brigate rosse e da sedicenti sono diventate una realtà. Bene, l’essere sedicente mi piace. A maggior ragione poi, visto che certe definizioni provengono proprio da chi, in privato mi stringe la mano e mi chiede un buon prezzo per i miei quadri, e in pubblico mi critica e si dissocia. Purtroppo per loro, io, da artista anticonvenzionale e non in vendita, scelgo attentamente le persone cui vendere le mie opere!
Per quanto riguarda il “fascista”, direi che oggi fascista è una parola grossa. Oggi nessuno può essere fascista come convenzionalmente viene definito il fascismo. Ma, se rivendicare la Carta del Carnaro e, di conseguenza, la Repubblica Fiumana di D’Annunzio e Marinetti, significa essere fascista, allora io sono fascista. Ma, attenzione, vorrei ricordare che la Carta del Carnaro, nella sua fase sociale, fu rivendicata anche da Togliatti e da circa 60 dirigenti del PCI e che i principi fondamentali del Futurismo furono elogiati da un certo Antonio Gramsci. Quindi, ora come la mettiamo? Io sono convinto che la cultura e la conoscenza siano fondamentali e che travalichino l’essere fascista o comunista. L’importante è avere un giusto senso critico, rispettare il prossimo e se stessi ma soprattutto non dimenticare chi si è e non mettere in vendita i propri valori.
 
Gu.Sa.
(L’intervista risale a Luglio 2011)


http://maredighiaccio.wordpress.com/tag/graziano-cecchini/

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