Ferrara 3.0

The best techno mostra della Primavera: Io Robot di Andrea Locci a c. di Miroslava Hajek (altro che Ferrara Arte!)

alleria

IO, ROBOT: il mondo dei robot inventato dall’artista Andrea Locci a Spazio Tadini a cura di Miroslawa Hajek

http://spaziotadini.wordpress.com/2014/04/07/io-robot-il-mondo-dei-robot-inventato-dallartista-andrea-locci-a-spazio-tadini-a-cura-di-miroslawa-hajek/

Mercoledì 23 aprile inaugurazione ore 18.30

dal 23 aprile al 9 maggio 2014 Apertura da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 – http://www.spaziotadini.it

 

A cura di Miroslava Hajek

 Nella storia europea si danno nomi descrittivi alle varie epoche, quando si parla di Secoli bui ci si riferisce all’epoca iniziale del Medioevo, il Cinquecento è il Secolo del Rinascimento, di meravigliose opere d’arte e di grandi rinnovamenti. Il Settecento viene chiamato Secolo dei Lumi, l’Ottocento è il secolo della macchina, delle invenzioni, della rivoluzione industriale. In quest’ottica il secolo breve di Hobsbawn, quello appena passato, sarebbe forse meglio identificarlo come Secolo della cibernetica. È proprio in questo periodo che si sono realizzate quelle innovazioni che un tempo erano solo teorizzate. Il robot è un prodotto del ventesimo secolo anche come termine. Venne, infatti, inventato dallo scrittore ceco Karel Capek che concepì la parola derivandola dal termine ceco robota che significa corvè, lavoro pesante. I robot di Andrea Locci sembrano una sintesi tra i ricordi dei primi automi che sono apparsi nella storia, come per esempio i Golem il rabbino Jehuda Löw e delle fantasie contemporanee di Robot che si compongono e scompongono, riuscendo persino ad auto ripararsi usando tutto quello che capita sotto mano. Da più di dieci anni Andrea Locci, nel suo laboratorio accumula tutto quello che ha una storia da raccontare, migliaia di oggetti di uso quotidiano, buttati, dimenticati in qualche vecchio scantinato o rivenduti nel mercatino delle pulci di turno. Assembla, incolla, ricuce, ridando vita e senso a qualsiasi cosa che lo affascini. Il suo lavoro però non è legato a semplice riciclaggio di oggetti abbandonati, egli concepisce un universo benevolmente fantascientifico nel quale eserciti di robottini sbarcano nella nostra vita creando famiglie e costruendosi persino le loro città utopia. Si tratta comunque di vere e proprie sculture dove solo alcune parti sono adattate e presi da oggetti di uso quotidiano. L’artista, forte della sua capacità creativa, combina le forme recuperate assieme a quelle concepite nella sua fantasia, riuscendo ad elaborare un’idea autenticamente coinvolgente, ottenendo di trasportarci nel suo mondo immaginario.

Biografia

Andrea Locci, nato a Busto Arsizio il 5.4.1970, decide di trasferirsi dopo il Liceo Artistico e gli studi di grafica nel centro Italia. Nell’Appennino tosco emiliano inizia una esperienza forte di vita comunitaria, legata alla ruralità con l’idea romantica di poter vivere puntando all’autosufficienza, una vita a metà tra agricoltura e artigianato. La comune fatta di tante persone e storie diverse, stimola sempre di più il suo modo di esprimersi. La sua capacità manuale comincia a trascendere i limiti dell’artigianato. Nel 2000 ha l’occasione di spostarsi per un lavoro stagionale, la raccolta delle olive, nella provincia di Pisa. Innamoratosi del territorio, le colline di ulivi che guardano il mare e la vicinanza di Pisa cittadina apparentemente tranquilla, ma ricca di fermento decide di stabilirsi a Calci dove mette le radici. Attualmente divide la sua vita fra il lavoro artistico e la vita in campagna “coltivando” la consapevolezza che il rapporto con la natura colma l’altra sua metà che altrimenti non troverebbe equilibrio.

Milano apocalittica e Avoledo

E’ da tempo che i milanesi si sentono assediati. La città è invasa da cantieri per i tunnel amplificheranno la rete dell metropolitana. Qualcosa che ai milanesi sembra non avere senso. Eppure, se si leggesse il nuovo romanzo di Tullio Avoledo La crociata dei bambini (Multpilayer.it ed.) tutto apparirà diverso. E se i lavori rientrassero in un piano ben più grande di sicurezza per permettere alla città di resistere, in futuro, in caso di un’apocalisse? Proprio la metropolitana sarà infatti nel futuro 2033 il centro nevralgico in cui una nuova resistenza potrà arginare il diffondersi del Male. È vero che il romanzo di Avoledo è una storia che incrocia avventura, fantascienza e horror, ma a tratti sembra di leggere una contro-storia dell’evoluzione che subirà Milano. La crociata dei bambini è uno spin-off legato alla fortunatissima saga Metro 2033 ideata dal russo Dmitry Glukhovsky, bestseller ambientato in un’apocalittica Mosca del futuro che ha dato origine a un videogioco di successo e a una serie di paralleli romanzi scritti da autori internazionali che hanno sviluppato a modo loro il concept originale di questo piccolo classico della nuova fantascienza contemporanea. Avoledo, peraltro, aveva già fatto sue le atmosfere del ciclo di Glukhovsky nel precedente Le radici del cielo (Multpilayer.it ed.) che mostrava una Roma ridotta a un cumulo di rovine dove i pochi sopravvissuti si sono rifugiati nelle catacombe di San Callisto e una Venezia completamente sommersa dall’acqua.
E così ne La crociata dei bambini i lettori seguono le peripezie del religioso John Daniels in una Milano dove nella metropolitana hanno imparato a sopravvivere nuove bande-tribù: gli Alberti (primitivi eredi di Alberto da Giussano), i Bambini Perduti asserragliati a Bonola, i sorprendenti Chinos. Le linee sotterranee della metro hanno costituito un sicuro rifugio dall’apocalisse che è avvenuta in città. Inquietanti Creature delle Tenebre presidiano il Duomo e la Stazione Centrale è divenuta la base dei Figli dell’Ira. I bambini – in realtà ex bambini ormai cresciuti che si trovavano in un asilo quando è avvenuto lo sconvolgimento di Milano, ex giovani che si sono trovati a crescere velocemente leggendo solo libri come Peter Pan e Winnie The Pooh – sono i guerrieri che padre Daniels recluterà per espugnare proprio la Stazione Centrale e cercare di liberare la città dal Male…

IL GIORNALE

Roby Guerra nel catalogo a Roma per la mostra di Alessandro Guzzi (già alla Biennale di Sgarbi del 2011)

Roma, Il Mondo e la Poetica di Alessandro Guzzi: personale alla Libreria Galleria L’Universale

LA NOTIZIA H24  ROMA

maggio 22, 2014 • Cultura e Spettacolo, ROMA

ll giorno 23 Maggio alle ore 18:00 all’UNIVERSALE, LIBRERIA-GALLERIA DELLE ARTI, Via F. Caracciolo 12 a Roma (adiacenze Piazzale degli Eroi) …. inaugurata la mostra di ALESSANDRO GUZZI. La mostra sarà visitabile dal 23 Maggio al 23 Giugno 2014, tutti i giorni (esclusi festivi) dalle h 17 alle 20. L’artista romano espone opere recenti che rafforzano la sua chiave di lettura: una figurazione che da visione di un mondo di bellezza, parallelo alla crisi profonda del mondo attuale. Scrive Vincenzo Centorame nel testo di presentazione della mostra :

 

«La poetica di Alessandro Guzzi è interamente al di fuori dei canoni artistici prevalenti nel nostro tempo. Eppure egli appartiene del tutto al confronto delle idee di questa nostra epoca incerta, contraddittoria e, per molti versi, confusa nelle prospettive e nei valori di riferimento.
Pittore d’immagine, di segno e disegno, da molti anni si dedica, in maniera approfondita e molto personale, alla esplorazione della figura femminile. Si tratta di donne al di fuori dei contesti abituali di tempo e di spazio. In qualche modo proiettate in una dimensione metafisica in virtù di una concezione della figurazione che rende molto riconoscibili e, per alcuni aspetti, inconfondibili, i suoi lavori.»
L’Universale è uno spazio diretto da Maurizio Messina che propone da alcuni anni conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, concerti, mostre.
In galleria sarà a disposizione dei visitatori un esauriente catalogo con testi di Vincenzo Centorame, Sandro Giovannini, Roberto Guerra, Marco Guzzi, Maurizio Messina e Don Mauro Tranquillo (FSSPX). In appendice al catalogo due interviste all’artista a cura di Roberto Guerra e le note biografiche.
*Alessandro Guzzi ha recentemente esordito come Scrittore per La Carmelina ediz. (Roma-Ferrara) con un saggio neomistico complementare al percorso Visual…

Info
Luuk Magazine Milano
http://www.luukmagazine.com/it/dialogo-con-un-eretico-ortodosso-intervista-ad-alessandro-guzzi/

A comparsa ampia da sinistra

Ferrara, il libro per Marco Felloni della sua La Carmelina

marco felloniUn incontro in ricordo di Marco Felloni, il grande scrittore, regista e attore teatrale per decenni punto di riferimento culturale della città di Ferrara, scomparso nel 2010 a causa di una lunga malattia. Oggi, sabato 24 maggio, alle 17.30 presso la sala conferenze dell’istituto di Storia Contemporanea verrà presentato il libro “La famiglia Felloni” scritto da Walther Felloni ed edito ovviamente da La Carmelina, la casa editrice che Marco aveva fondato insieme a suo figlio Federico.

All’incontro, coordinato da Carlo Magri, interverranno l’autore, l’editore Federico Felloni e gli attori Marco Sgarbi e Gianantonio Martinoni che leggeranno brani tratti dal libro e un racconto di Marco Felloni. Nell’opera l’autore si riappropria delle sue radici, di quel poco o molto che riaffiora da un passato oscuro seguendo l’unica traccia arrivata a noi: la preziosa archiviazione di dati essenziali che si ritrova nei libri parrocchiali e ricostruisce il percorso di una famiglia per generazioni vissuta in uno spazio circoscritto.

Estense com

Ferrara, Racconti d’amore di E. Sgarbi (Film)

Quattro storie dove emerge soprattutto il rimpianto di chi in amore non ha saputo cogliere l’attimo fuggente. Elisabetta Sgarbi ritorna alla regia con un’opera dove si conferma profeta in patria, portando sullo schermo il Po, il Delta padano e soprattutto la Ferrara stupenda e malinconica di Giorgio Bassani.

Il cinema della Sgarbi in questo film è come un bel libro intimista tradotto in immagini cariche di poesia, con una voce narrante che ha le corde di Tony Servillo, una musica di sottofondo curata da un maestro come Franco Battiato, una fotografia in stile impressionista – che regala albe, tramonti e un paesaggio sospeso nel tempo – firmata da Maldonado e Bisignani. Ma nel suo cinema ci sono soprattutto tanti luoghi dell’anima. L’amato fiume che si allarga come le dita di una mano prima del definitivo abbraccio con il mare; la città bellissima e chiusa tra siepi, muri, giardini e il cimitero ebraico, tutti posti dove si muove come un fantasma Micol Finzi Contini il più bello e misterioso tra i personaggi bassaniani, molto ben interpretato – tra sorrisi di gioventù e occhi umidi di tristezza – da Elena Radonicich. C’è un ritorno al periodo della Resistenza, in quelle zone dove i tedeschi non sapevano nuotare e c’è anche un’ultima storia che un po’ evoca “Ossessione” di Luchino Visconti, opera capostipite del neorealismo italiano, con il protagonista Tony Laudadio in canottiera che ricorda il Gino di Massimo Girotti. Anche se più che un’ossessione la sua rimane un’illusione….. Nuova Ferrara

Milano, il nuovo Luuk Magazine

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Uno sguardo al Festival di Cannes 2014

Cinema di Giorgio Raulli

Siamo arrivati al consueto appuntamento cinematografico della Costa Azzurra: la 67ª edizione del Festival di Cannes è stata inaugurata mercoledì 14 maggio e terrà i riflettori di tutto il mondo accesi fino al 24 maggio. L’ospite speciale che ha aperto la manifestazione (e che la chiuderà) è l’attore francese Lambert …

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Oroscopo

Esperienze (in)dimenticabili alla guida

Motori di Claudia Alongi

Una delle regole del provetto pilota recita che “la curva si prende larga e si gira stretta”.

La protagonista di questa storia, però, era (in verità, lo è ancora) tutto fuorché un’esperta conducente e già era tanto chiederle di distinguere il freno dall’acceleratore.

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Ear cuffs mania

Fashion di Marta Oldrini e Ottavia Pomini

Si chiamano ear cuffs, e sono l’ultima tendenza in fatto di accessori.

Parliamo della moda, ormai diffusissima tra le fashion victim, di indossare un solo orecchino che incornici completamente l’orecchio e che funga da unico punto luce, donando grande luminosità al volto. Esistono modelli di ear cuffs adatti ad ogni occasione…

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Jay Z aggredito dalla cognata Solange Knowles

People di Giulia Ruggeri

Lo scorso 5 maggio, dopo uno degli after party del Met Galà a New York, una telecamera di sorveglianza pare aver ripreso un litigio piuttosto curioso e parecchio acceso. I protagonisti della lite e del filmato di 56 secondi sono rispettivamente marito e sorella della pop star Beyoncé: il rapper …

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Gamberoni saporiti

A modo mio di Raffaella Mattioli

Questa è una delle mie prime ricette, e poiché sono sempre stata ghiottissima di gamberoni, la scelta è venuta naturale. L’azzardo è  la compresenza del parmigiano e dell’aceto: ora siamo abituati ad accostare il pesce al formaggio, ma quando mi sono inventata questa ricetta non lo era affatto.

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L’iperrealismo 2.0 di Roen Mueck

Ron Mueck (© ASSOCIATED PRESS)Ron Mueck è uno scultore e artista australiano, conosciuto soprattutto per le sue opere ‘iperrealistiche’. Uomini addormentati, bambini, o turisti in vacanza, le sue sculture sembrano esseri viventi e il più delle volte ci si rende conto di essere di fronte a una riproduzione solo per le dimensioni poco realistiche dei suoi protagonisti.

Possono piacere o meno, ma le sue opere di certo non lasciano indifferente. Mueck è conosciuto per le sue sculture in materiali polivinilici, resine o materiale vario genere estremamente realistici. Ha contribuito alla realizzazione dei personaggi del film Labyrinth – Dove tutto è possibile, nel quale ha anche prestato la voce comedoppiatore originale al personaggio Bubo.

Il processo di realizzazione delle statue dell’artista, parte dalla creazione di un’armatura in metallo, successivamente modellata con fibra di vetro, resine e schiuma di poliuretano. Infine Mueck dipinge i dettagli della pelle, aggiunge a uno a uno i filamenti per peli, capelli sopracciglia.

Ecco alcune delle sue opere più rappresentative.

http://notizie.it.msn.com/fotostory/le-incredibili-sculture-umane-di-ron-mueck

Maurizio Camerani per Matisse, Mlb home-gallery

Ombre all’ombra di Matisse. Sono quelle tracciate da Maurizio Camerani, scultore e video artista, che con le sue opere dialoga con i quadri del maestrofauve francese. L’allestimento è alla Mlb home-gallery di Ferrara, che si trova lungo la stessa, bella via di Palazzo dei Diamanti dove è allestita l’esposizione di Henri Matisse: sul corso Ercole d’Este, ma una manciata di numeri civici più in su, vicino al castello del centro cittadino.

Una visita alla galleria-abitazione di Maria Livia Brunelli è un’opportunità per entrare in confidenza con l’arte minimale di Camerani, ma anche con quella ricca e variopinta di Matisse. In uno spazio che è familiare e intimo, ogni dettaglio richiama la fusione tra l’arte e la vita che è intorno. Come le piccole sagome in pasta frolla a forma di pesci, di mani e di piedi, create per il buffet da Laura Saetti: un abbraccio tra arte e materia quotidiana che – in questo caso – si può fare proprio, assaporare, masticare, digerire.

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I “Pesci rossi” di Matisse, di Camerani e del buffet

Affascinato dai momenti sospesi e dalle suggestioni che coglie nei quadri del pittore , Camerani riprende elementi delle sue stesse video-installazioni degli anni ’80 e li affianca a dettagli ricorrenti dei quadri di Matisse. Ogni opera è un assemblaggio che mette insieme un fotogramma dei suoi video con alcuni particolari matissiani, catturati sotto forma di ombra. Ecco allora il segno della matita morbida su carta, che va a comporre il riflesso che può lasciare una figura: la silhouette di un piede con la cavigliera da odalisca; la sagoma di una tazzina rovesciata; un tamburello; una rosa e una lucertola; le mani di una danzatrice; pesci rossi; foglie lobate di una pianta di filodendro che evoca vecchi appartamenti borghesi. Sono ombre……CONT. FERRARA ITALIA

Premio Paola Occhi: Con i miei occhi Giovannissimi Autori

 

Visualizza Giovanissimi Autori 2014.jpg in una presentazioneIV° Premio GIOVANISSIMI AUTORI | Con i miei Occhi

 

Quarta edizione del Premio ‘Paola Occhi’ GIOVANISSIMI AUTORI promosso dal Centro ANCeSCAO il Volano, coadiuvati da Gian Maria Montanari e con l’aiuto dell’assessorato all’ambiente di Ferrara, dell’associazione AEAC di Alberto Alberti, il Colletivo TM 15 di Alessandro Passerini e il progetto Polis_Artica di Elisa Mucchi. Il tutto patrocinato da Migliarino di Fiscaglia (FE) e dall’Università degli Studi di Ferrara.

Quest’anno è stata scelta la fotografia come mezzo espressivo con cui i ragazzi alle classi IV e V della Scuola Primaria afferenti alla Direzione dell’Istituto Comprensivo di Ostellato si sono espressi sul tema ‘Con i miei Occhi’.

 

 

Il programma della mattinata si svolgerà presso il Centro Polifunzionale di Migliarino di Fiscaglia (FE) e prevede:

 

 

  • ore 9.45: arrivo scolaresche

  • saluto di Vanna Lambertini, Presidente Centro ANCeSCAO Il Volano

  • performance di Elisa Mucchi

  • Intervento Dott. Claudio Castagnoli – Provincia Ferrara

  • “Con i miei occhi”: le fotografie dei bambini raccontate da Gian Maria Montanari

  • Premiazione e Consegna degli attestati da parte della Giuria

  • Saluti e presentazione del tema della V edizione del Premio Giovanissimi Autori 2014-2015.

 

 

 

Per informazioni:

 

ilvolano.migliarino@hotmail.it

 

+39 0533 51073

 

Zanini Arte presentazione di Fausto Bertolini

Galleria d’arte antica e contemporanea ZANINI ARTE

‘ultimo appuntamento della rassegna Caffè Letterario per la stagione 2013/2014,

con il Patrocinio del Comune di San Benedetto Po (Mantova) e la collaborazione di Gilgamesh Edizioni
DOMENICA 18 MAGGIO alle ore 18.00

FAUSTO BERTOLINI

presenta il suo libro
Senza Amore siamo Ombre
 (MJM editore; Milano)
In dialogo con l’autore la scrittrice MARISA GIANOTTI
Saranno presenti il M° MATTEO CAVICCHINI e il soprano GLORIA BELLINI che eseguiranno alcuni Lieder di Schubert tra cui la celeberrima “Ave Maria”.

“Succedono cose strane nella vita quando l’Amore incide il proprio marchio nel cuore di una donna. Ada si invaghisce di Leo, un timido e goffo pianista, ascoltandolo eseguire al pianoforte il famoso Impromptu in G flat major op. 90 No 3 di Schubert. Ma non c’è Amore che possa resistere al Destino. E non c’è Destino che possa distruggere un Amore quando l’Amore è più forte di ogni cosa. Senza amore siamo ombre è il bellissimo racconto (tratto da una vicenda vera) di un grande Amore che nemmeno la pazzia riesce a distruggere. E’ la storia di una donna visitata dal fantasma di Schubert il quale interviene per impedirle di abbandonare l’uomo del quale si era innamorata ascoltandolo eseguire al pianoforte uno dei più dolci brani della storia della musica”.

La conferenza all’interno dell’esposizione d’arte contemporanea:

 “Tracce della Memoria” Percorsi artistici di: Francesca Mita, Luciano Navacchia e Carla Poggi