Ferrara 3.0

Biblioteca Gramsciana (Ales) Oristano, Mauro Podda “Essere Fango”

Mauro Podda in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana organizza un progetto artistico, culturale e di arte civile dedicato alla alluvione in Sardegna dal titolo ESSERE FANGOMercoledì 14 Maggio alle ore 17,30 presso Il Centro Servizi Culturali di Oristano in Via Carpaccio, in collaborazione con Centro Servizi Culturali Unla, Biblioteca Gramsciana Onlus, Nur s.n.c., si svolgerà la presentazione del progetto artistico culturale . La mostra delle opere verrà inaugurata Venerdì 23 Maggio presso il museo Sa Corona Arrubia.

Dopo i saluti del direttore Marcello Marras si svolgerà l’incontro coordinato da Giuseppe Manias (Biblioteca Gramsciana Onlus) che vedrà gli interventi dell’artista Mauro Podda e di Paolo Sirena direttore del museo Sa Corona Arrubia che ospiterà la prima mostra. Inoltre ci sarà la visione del video di presentazione opera di Marco Serra oltre che un reading a cura di Paolo Vanacore. Al termine dibattito con l’artista.
Alleghiamo il link del sito http://www.esserefango.altervista.org/ che al momento è ancora in costruzione e che verrà aggiornato in settimana.

Mauro Podda nato a Terralba il 29 – 07- 1959. Mostra subito interesse verso l’arte e in particolare verso il disegno e la pittura. Nel 1983 prende il diploma geometra, ma è l’arte il suo principale interesse così dopo varie esperienze dal 1990 al 1996 lavora per l’emittente NOVA TV di Oristano come grafico, operatore e scenografo. Intanto tra le innumerevoli attività non abbandona la pittura che rimane sempre la sua passione. Lavora come scenografo allestitore e pittore. Ha uno studio nel quartiere storico de Su Brugu.

Il Matitismo di Michela Cara: artista del mese in ImpulsesArt Gallery on line

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L'artista "protagonista del mese", sulla home page di www.impulsesart.it, 
è "Michele CARA" e il suo originalissimo "MATITISMO"
Note biografiche tratte dal sito personale:

 

 

 

Michele Cara, ingegnere , vive e lavora a Cagliari.

Pur avendo seguito studi tecnici, si dedica, fin dall´adolescenza, al disegno, accostandosi nel corso degli anni a differenti tecniche espressive: dal carboncino alla pittura ad olio, passando per la sanguigna, gli acquerelli e, da ultimo, i pennarelli pantone, che vengono impiegati cosí da creare un´ampia sfumatura di colori, a dispetto del mezzo adoperato.La sua esperienza artistica passa attraverso la pittura figurativa, volta a cogliere scorci caratteristici della sua città e del territorio, per giungere a forme piú mature di espressione, dove il travisamento della realtá in un mondo fantastico, fatto solo di matite, è la porta attraverso la quale prova a investigare gli umori, le pulsioni e le paure dell´ animo umano.

 

 

 

 

Perchè le matite?

 

Dopo anni di figurativo ho sentito l’esigenza di creare uno stile personale che, oltre a costituire una novità, fosse in grado di avviare un processo di ricerca attraverso il quale rappresentare la realtà , anche con diverse chiavi di lettura, al di fuori quindi della cosidetta opera “chiusa”.

 

Cerco di capire come uno degli strumenti principali della rappresentazione grafica può essere manipolato all’infinito per creare multipli di se stesso e forse lo specchio di me stesso.

 

Ho scelto la matita quasi per caso, a seguito di un semplice “schizzo” che feci in un pezzetto di carta,  nel quale volumi ed ombre generati dalla sovrapposizione di tale oggetto mi erano apparsi interessanti; da quel punto tutto il “MATITISMO” ebbe inizio.

,,,,,, CONT  IMPULSESART  a c. di Dino Marsan


In Viaggio verso le stelle 2.0: Antonio Fiore Ufagrà

Antonio Fiore dona una sua opera a Papa FrancescoQuesta primavera, marzo, aprile, a Roma, nuova personale significativa per Antonio Fiore Ufagrà,  tra gli ultimi futuristi quasi storici (già del giro di Enzo Benedetto e  Futurismo Oggi secondo novecento) : In Viaggio il nuovo volo di Ufagrà, supportato anche da un nuovo splendido catalogo edizioni Gangemi.  Di seguito dalla stampa romana, un articolo recente eloquente sull’artista, a suo tempo anche (Regione Lazio) nella Biennale d’arte contemporanea italiana (Venezia) curata da Vittorio Sgarbi:

OMA“In viaggio con Ufagrà Antonio Fiore” è il titolo della recentissima rassegna d’arte che si sta tenendo a Roma in via Giulia 142 presso la Sala Mostre e Convegni Gangemi Editore, fino al 1° Aprile 1014.

L’importante mostra personale, inaugurata Venerdì 14 Marzo scorso, si è aperta con la presenza del noto critico e storico dell’arte Giorgio Di Genova che ha curato la rassegna del grandissimo pittore segnino Antonio Fiore, uno degli ultimi ed autentici futuristio viventi, famoso in tutto il Mondo. Di Genova scrive per l’occasione:“…Si suole far concludere la stagione futurista nel 1944 con la morte di F.T. Marinetti. In realtà nel 1944 si è concluso il Movimento futurista, ma non il Futurismo, il cui lessico è proseguito negli ultimi 70 anni.

Durante essi, non pochi artisti hanno continuato a praticare il lessico futurista, facendolo progredire con aggiornamenti: da Enzo Benedetto, che dal 1969 al 1992 ha pubblicato la rivista “Futurismo Oggi”, organizzando diverse mostre di futuristi “sopravvissuti”, a Renato Di Bosso, Antonio Marasco, Gerardo Dottori,Vittorio Corona, Ivo Pannaggi.Tullio Crali, Mino Delle Site, Osvaldo Peruzzi, Sante Monachesi,fino ai“figliol prodighi” Gino Severini, Pippo Oriani, senza dimenticare i reclutati, tra cui è Antonio Fiore, da Monachesi, promotore del Futurismo Agravitazionale (Agra), battezzato Ufagrà. Antonio Fiore, a differenza di taluni personaggi (e penso a Graziano Cecchini, che tutt’al più potrebbe essere un neodadaista sui generis) è un erede genuino del Futurismo.

Egli col suo ribollente lessico cosmico, che in passato mi ha fatto pensare all’ Universo di Gordon Flash, ha rielaborato la compenetrazione, la simultaneità e le linee-forza del dinamismo futurista, con spremiture del Balla interventista. Ogni sua opera è una sorta di sinfonia delle componenti lessicali del Futurismo storico, aggiornato dalle gaie “note” affidate al pentagramma del suo prorompente estro metamorfico.

Con tali “note” ha creato magmatiche musiche visive, fluttuanti ed esplosive, costantemente direzionate verso l’alto…

 Cronache Cittadine

Ferrara villaggio elettronico boom con il Misen e le sagre

Più di novanta Sagre provenienti da ogni parte d’Italia e oltre 300.000 assaggi gratuiti di specialità enogastronomiche nostrane: il 25, 26 e 27 aprile ..al  Quartiere Fieristico di Ferrara il Salone Nazionale delle Sagre e Misen (Mostrassaggi Interprovinciale Sagre Enogastronomiche). Una manifestazione unica che, giunta ormai alla quarta edizione, ha permesso di gustare la migliore tradizione del nostro Paese e riesce a celebrare, all’interno di un unico evento, le “nozze” tra la cucina di qualità e il folclore. E così i padiglioni della Fiera …..   colori, profumi e sapori delle più importanti Sagre del Ferrarese, ma non solo: dall’Emilia-Romagna al Veneto, passando per la Puglia, le Marche, la Lombardia e il Lazio, sono numerosissime le Regioni … all’evento, permettendo ai visitatori di compiere una sorta di tour fra le prelibatezze italiane di ogni latitudine muovendo solo pochi passi. Special guest la “ciupeta ferrarese”, il pane più buono “al mondo” prodotto per l’occasione dall’Associazione Sagre e Dintorni di Ferrara nel corso del Misen.

Un “viaggio” ….  con un semplice biglietto di ingresso che ha consentito di consumare liberamente i piatti di tutte le Sagre presenti al Salone, e di trascorrere piacevolmente la giornata grazie a un programma ricco di attrazioni, gare, dimostrazioni, convegni. Intorno alla buona tavola e all’arte culinaria ruoteranno infatti diversi appuntamenti molto “succulenti” e spettacolari. E’ il caso del “Gran Galà della Salama da Sugo”, promosso dall’Associazione Turistica Sagre e Dintorni, che ha visto  sfidarsi prima i privati e le Sagre, e poi i salumifici e le macellerie, nella preparazione di questo squisito insaccato che da oltre cinque secoli è uno dei Re incontrastati della gastronomia ferrarese. O ancora de “La sfoglia d’oro”, con le mani sapienti e agguerrite delle “sfogline” per il premio a colpi di matterello; per chi si volesse cimentare in questa vera e propria arte, per tutti e tre i giorni della manifestazione l’associazione culturale “Miss…ione Matterello” proporrà “La cultura della sfoglia”, il corso che insegnerà a preparare la vera sfoglia con produzione non-stop di pasta liscia e ripiena e assaggi di quadretti, cappellacci, maltagliati e cappelletti. Divertimento assicurato, invece, alle “Sagre Happy Hour” con la tombola-show con il musicomico Andrea Poltronieri e ricchi premi gastronomici (la cartella per la prima tombola è in omaggio con il biglietto d’ingresso). E ancora, per i palati più esigenti, ecco i corsi “I tagli della carne” a cura del maestro macellaio Lorenzo Rizzieri e “Le nuove tecnologie in cucina” che vedrà protagonisti gli chef di Zanussi Elettrodomestici…… C   http://magazine.quotidiano.net/enogastronomia/2014/04/24/ferrara-litalia-delle-sagre-e-in-festa-al-misen/

Sfiggy e Ferrara Street Art

 

sfiggyOCCHI APERTI MAGAZINE  intervista di L. Vignotto

Da uno scarabocchio realizzato durante una riunione di lavoro alle gallerie d’arte: il ferarrese Alessio Bolognesi racconta a Occhiaperti.net il percorso che l’ha condotto a realizzare Sfiggy, il buffo personaggio diventato protagonista di tante tele e di tante esposizioni, e anticipa cosa ha in serbo per stupire la propria città.

Alessio, da dove comincia il tuo percorso nell’arte figurativa?
“Ho sempre disegnato per passione, anche quando studiavo ingegneria elettronica e lavoravo part time per una ditta di grafica digitale. Probabilmente ho preso da mia madre, che dipinge. Stavo tutto il giorno davanti al pc e quando finivo avevo voglia di pasticciare, usare le tempere, le matite. Ho iniziato nel 2008 su tele grandi, realizzavo dei nudi stilizzati, similpop”.
– See more at: http://www.occhiaperti.net/217/sfiggy-cerca-un-muro-a-ferrara#sthash.wwvGSIWL.dpuf

Dario il Grande per la salvezza di Pompei

POMPEI – In visita oggi Dario Franceschini agli scavi di Pompei in occasione del restauro delle tre domus, di Marco Lucrezio Frontone, di Romolo e Remo e di Trittolemo, che apriranno i battenti per la prima volta  al pubblico e lo farà a partire da Pasqua. La visita del ministro è anche motivo per fare il punto sullo stato del Grande Progetto Pompei, sulle opportunità offerte per uscire dalla crisi e sui futuri investimenti pubblici e privati.

«In primo luogo – spiega Franceschini – dobbiamo lavorare bene e in accordo con tutti. Abbiamo i riflettori puntati su di noi per cui non possiamo sbagliare. Credo che dobbiamo essere positivi per il futuro e allo stesso tempo guardare anche quello che di buono è stato fatto, dal restauro del Criptoportico all’apertura delle tre domus che da Pasqua i visitatori potranno ammirare in tutto il loro splendore godendo di affreschi, mosaici e marmi che la decorano. Al momento su 39 progetti ne sono partiti 7 e altre 6 gare sono state aggiudicate, mentre una settima è in via di aggiudicazione. Questo dimostra che se lavoriamo tutti bene e in armonia Pompei ritornerà a splendere come lo era un tempo».

Quanto agli investimenti privati ha dichiarato «E’ evidente che contributo dei privati non si sostituisce a quello pubblico, che è determinate, ma potrebbe essere di grande aiuto. Per questo il mio auspicio è che si andasse oltre i dibattiti ideologici e che si costruiscano le condizioni necessarie ad accogliere investimenti privati visto che il paese sta vivendo un periodo di crisi finanziaria e siamo alla vigilia di una manovra di spending review».

Quanto invece alla manifestazione d’interesse dello sceicco del Kuwait, Ali Kahled Al Jaber al Sabah, ha raccontato «ho avuto un lungo e cordiale colloquio con lui. Il loro interesse è forte e sincero, ma discorsi di questo tipo saranno di sicuro più produttivi quando avremmo elaborato delle convenzioni. A quel punto sia i gruppi stranieri che le imprese italiane interessate al sito troveranno interlocutori certi e affidabili».

….. C   Diario Partenopeo

Pina Inferrera, Crisalide Ara per la Biennale Italia-Cina

 

Visualizza -  CRISALIDE ARA - installazione a Lugano - .jpg in una presentazioneCrisalide Ara

2004

Tecnica: struttura un ferro, poliestere RadiciGroup, luce.

La Crisalideè simbolo della rinascita interiore.

 

La vera nascita è dentro di noi, quando decretiamo le scelte della nostra vita, proprio per motivi che scaturiscono dalle nostre riflessioni, dalla nostra maturazione, dalle nostre elucubrazioni che ci portano a certe scelte piuttosto che ad altre. Perché mai la Dea Minerva nasce dal cervello del padre Giove, Minerva è la Dea della sapienza, della saggezza, della guerra, è simbolo della forza interiore, dell’equilibrio del pensiero:“Pur col suo armamentario guerriero, era soprattutto la dea della sapienza, della vita tranquilla e operosa, la protettrice dell’intelligenza e di tutte le arti”.

 

 

La Crisalide è provvista di luci all’interno che riflettono all’esterno l’intreccio della tessitura che le dà forma e rievoca la morfologia degli anfratti del cervello stesso.

 

E’ un contenitore, una teca nel quale si accumulano e sedimentano le esperienze che rappresentano la base di una rinascita.

 

La sua superficie irregolare e circonvoluta con innumerevoli fibre che si intrecciano creando delle interconnessioni al pari dei complessi circuiti neuronali che sono alla base delle funzioni del cervello e quindi anche della memoria, che attraverso l’interrelazione con i centri delle emozioni e dei sentimenti, è alla base del germogliare del nuovo.

 

 

La luce all’interno (simbolo di nuova vita) crea una magia di riflessioni di ombre sulle pareti e sul pavimento, dando una sensazione destabilizzante quando la crisalide gira su sé stessa.

 

La luce rischiara e fa riemergere i ricordi che possono cosi essere proiettati all’esterno filtrati da passioni e suggestioni liberando nuove energie.

 

 

Infine, la Crisalide rievoca il bozzolo del baco da seta, realizzata in poliestere rappresenta la nuova fibra che viene a sostituire le fibre naturali e nel contempo si riallaccia alla tradizione e alla cultura della Cina che trova nella tessitura della seta una delle sue espressioni peculiari.

 

 

 

NOTE:

 

Deve essere installata in uno spazio assolutamente buio.

 

Si appende a soffitto mediante un cavo di acciaio di cui è dotata e si deve tenere sospesa dal pavimento ad una altezza di c/a 30/40 cm.

 

Essendo dotata di luce interna, il cavo della luce esce dall’alto, seguendo il cavo d’acciaio e poi dal soffitto cerca una presa x l’inserimento della spina.

 

Peso totale dell’opera c/a 35 Kg.

 

Basta un piccolo soffio di aria (provocato anche da un piccolo ventilatore nascosto) per farla girare su se stessa. 
Pina Inferrera

 

 

 

 

 

Ferrara, mostra on line di Domenico Montesano, Lacerba gallery

 ASSEMBLAGE

 

Negli Assemblage di Domenico Montesano, coesistono oggetti o elementidi materiale diverso, di origine naturale o risultato di altra manualità. In questo ambito espressivo, l’artista costruisce un personale percorso linguistico-creativo all’interno di un equilibrio estetico attento alla mutazione dei suoi elementi in un contesto spazio-temporale. Nel suo dialogare con gli oggetti recuperati, l’artista viene personalizzando un individuale rapporto con la casualità e interpreta lo spazio in modo autonomo inventando nuovi equilibri tra passato e attualità. Uno scarto temporale che permette di alternare razionalità progettuale e creatività, per concentrare il suo lavoro nel momento del suo realizzarsi, in quel processo in divenire dell’opera attraverso “infinite soluzioni con giochi ad incastro di materia come la creta, legno, gesso e colore” e forme che portano con sè i segni di un’altra storia.Cosi’ queste composizioni diventano un’immagine dell’incertezza dell’essere nel percorrere il divenire della vita. Il mutare degli elementi recuperati in nuove forme diventano metafore dello scorrere del tempo e divenire di nuove immagini. All’artista spetta attualizzarle e dar loro un nuovo senso e Montesano fa dialogare la storia con una nuova forma, sapendo che il suo fare non può che essere un parziale momento del percorso temporale della materia. In quelle composizioni appaiono i ricordi e le sensazioni di una realtà vissuta; segni, forme e figure si trasformano in un’interpretazione di un mondo spiegato con la materia o il colore delle su pitture dai cromatismi azzurrognoli e tersi, che introducono l’immaginazione in un’esistenza quasi irreale, fantastica, ma da un passato ancora visibile.
diego a. collovini

LACERBA GALLERIA ON LINE

Roma segnala Bruno Pasini….

2LA NOTIZIA H24  ROMA

 

E’ uscito il libro “Nuove voci della mia terra” del poeta Bruno Pasini

aprile 15, 2014 • Cultura e Spettacolo

È stato pubblicato Nuove voci della mia terra, un libro promosso dall’Amministrazione Comunale di Fiscaglia e dagli eredi di Bruno Pasini per celebrare, attraverso la pubblicazione in una raccolta antologica delle poesie premiate, le prime 10 edizioni del concorso letterario nazionale di poesia dialettale Bruno Pasini.

 

Il ricordo dell’opera dell’illustre poeta a cui il concorso è dedicato è evidente, il titolo stesso del libro vuole infatti essere un esplicito richiamo alla sua opera omnia, Voci della mia terra, oggi ormai praticamente introvabile, per raccoglierne idealmente il testimone.

Nato nel 2002 per valorizzare e incentivare la cultura poetica in vernacolo, grazie a un sempre maggiore consenso, in pochi anni il concorso letterario Bruno Pasini ha allargato i propri confini, affermandosi come un prestigioso premio nazionale in grado di coinvolgere numerosi autori provenienti da ogni parte d’Italia……… Continua  vedi link in alto