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25 maggio: Sì Tagliani No Future per Ferrara

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*photo  ILARIA MORGHEN NUOVO SINDACO DI FERRARA M5STELLE  FERRARA

*Grazie a Sergio Gessi direttore di Ferrara Italia:  intervento censurato da Resto del Carlino e Nuova Ferrara!  PD+L  pro Tagliani  roba da Moska!

FERRARA 25 Maggio? Sì Tagliani No Future per Ferrara

21 maggio 2014 alle ore 11.17
“Al terremoto nostro unico alleato!” Marinetti! Siamo durissimi, ma visto l’andazzo locale, si raccoglie quel che si semina…. gli spiriti liberi sono felici per conto proprio, poi il popolo scelga il bastoneche vuole, legittimo, ma poi dal 26 maggio qualsiasi lamento sia bannato per 5 anni! Si al Tagliani bis significa solo la morte di Ferrara. Nessun piano di sviluppo serio o di ottimizzazione del poco eccellente. Il sistema operativo resta lo stesso, non basatosulla comunità della conoscenza e della meritocrazia fondamentali nell’era di Internet e di Google Glass anche in periferia. Il PD equivale come soluzione ai problemi di Ferrara, redditi medi più bassi in Regione, Cenerentola dell’Economia, arte e turismo chenon decollano, sanità leggi Cona in implosione, piani antisismici inesistenti o nebulosi ecc. ecc.. incluso primati nazionali degli anziani e dei suicidi e regionale della disoccupazione, all’Uomo di Neandhertal. Faranno un grande evento con il Prof. Barbujani(sia ben chiaro una eccellenza, lui si, mondiale!). Chi vota ancora PD e Tagliani dona il futuro della città al solito clan famiglia diversamente mafiosa che fa quel che gli pare da 20 anni almeno! Finanzia mentalmente e economicamente con le tasse la famigliaPD neandarheliana! La città destinata al degrado: sempre meno giovani, tra breve anche universitari opteranno per altre sedi, visti certi vescovi e parecchi ferraresi che amano la quiete dei camposanti… poi si sveglieranno tra gli schiamazzi non di giovaniin body e minishorts e qualche Ceres in mano, ma tra accenti sublimi nordafricani, arabi e rumeni, pronti a occupare il futuro deserto del centro storico, sempre più svuotato di giovani, hotels e commercianti…. In questa campagna elettorale il PD ha concentratomesi e mesi di eventi con sempre Tagliani in prima fila, violando la lealtà se non la legge elettorale, nel silenzio imbarazzante di tutti i media locali… che fanno scoop su battute nei comizi (o non le battute anche, se mancano…) dell’opposizione, unasola, M5Stelle FERRARA, nessun altro credibile. Persino Vendola ha detto Si a Tagliani (primo sposalizio virtuale a Ferrara…?), compresa certa Intellighenzia rossa locale web analfabeta o bianca pro Vescovo, a dir poco ipocrita, negazionista locale, mandarina peggiodi Emilio Fede con Berlusconi! Idem i 10000 artisti di Ferrara città d’arte , tutti ovattati nei loro orti per le briciole dei Neoestensi PD! Ma qualcuno a Ferrara deve salvare almeno la memoria della Libertà e del Futuro. Come futurista ferrarese! mi vergognodi questa città antidemocratica e in fase terminale nell’indiferenza (COME DIREBBE GRAMSCI!) e la collusione generale. Siamo convinti che altri ferraresi liberi e fuori dalle caste locali la pensano nello stesso modo. Dal 26 maggio chi non la pensa così e chevota Tagliani e questo PD locale falso renziano persino, abbia la dignità di non lamentarsi più. “Al terremoto nostro unico alleato”! Marinetti… quel che si merita la Casta PD Ferrara.(E LO DICIAMO DA ROMA, felici e artisticamente gratificati, non da qualchePizzino Arci esperti!).
Roby Guerra futurista    Scuola Romana di Filosofia Politica
FERRARA ITALIA

 

Beppe Grillo M5Stelle I nuovi Partigiani della Internet Revolution, dopo Berlinguer!

Renzi e Berlusconi hanno parlato a Roma, rispettivamente a piazza del Popolo e a palazzo dei Congressi dell’Eur. Beppe Grillo a Milano, a piazza del Duomo. C’è stato un aspro confronto a distanza tra il premier e il leader M5s su Berlinguer. «Sta con noi», ha gridato l’ex comico……Tecnopolitica-Grillo-Chaplin-poesia-visiva-di-fvtvrgverra.jpg

*MATTEO RENZI  IMPLOSIONE DEMOCRISTIANA! … LE RIVOLUZIONI NON SI FANNO CON L’ACQUA SANTA E CON IL VECCHIO PD  MAI ROTTAMATO – ERRORE STORICO **nota di Asino Rosso!

VIDEO BEPPE GRILLO ALLA VIGILIA DELLA RIVOLUZIONE!

 

Ferrara: radicali per le dimissioni del vescovo lefebvriano Negri (e al ballottaggio con la Morghen 5 Stelle?)

In linea con la personalità dell’attuale Vescovo di Ferrara il formale invito alla propria comunità ad esercitare il diritto di voto, non facilmente digeribili i contorni con cui Mons. Negri farcisce il suo proclama: sbavature forse volute che si inseriscono in un quadro di ingerenza sempre più strisciante.

Si parte con una voluta distinzione fra coscienza civile e coscienza cristiana come a voler intendere che l’una escluda l’altra o che le due non possano coesistere, come a sottolineare che o si è cristiani o si è cittadini.

Poi, l’invocazione all’aiuto della Madonna affinchè il Suo intervento possa impedire al popolo di cadere. Cadere dove e nella trappola di chi, ci viene da chiedere? Chi è, nel caso di specie, il demonio dal quale la Madre di Dio ci dovrebbe proteggere?

Continua in un crescendo: il parallelismo fra la vicenda di Mariam Yahya Ibrahim ed Eluana Englaro.

Ebbene, che dire di un accostamento assolutamente ingiustificato e senza senso: l’una vittima di un sistema oppressivo che viola quotidianamente i più basilari diritti civili, l’altra vittima del caso, della tragedia, della sofferenza fisica che affligge il nostro essere mortali, donne accumunate certamente dall’aver conosciuto e sperimentato il “male”. Il male degli uomini Mariam ed il male della “cattiva sorte” Eluana.

Di delitto si può invero parlare solo con riferimento al rischio che Mariam Yahya Ibrahim possa essere effettivamente giustiziata. Delitto atroce, la cui realizzazione va impedita con tutte le nostre forze di cristiani (per chi lo è) ed in primis di cittadini.

Paragonare il dramma, la violenza, i soprusi che questa donna sta sopportando sulla propria pelle unicamente perchè “diversa” da ciò che impone il regime in cui suo malgrado vive, con la del pari triste e sofferta vicenda dell’Englaro, al solo scopo di “propagandare” a tutti i costi il culto della vita appare davvero imbarazzante.

Quale messaggio realmente cristiano intendesse far trapelare mons. Negri da tali affermazioni risulta, anche a chi si sente cristiano, davvero incomprensibile

E per un comunicatore non raggiungere il proprio “popolo” equivale ad un fallimento.

Ciò detto, vogliamo chiudere con una domanda che rivolgiamo agli altri candidati a sindaco, compreso quello uscente: siete proprio sicuri di non avere nulla da dire sui continui anatemi di Mons. Negri?

Cecilia Bandiera

Pasquale Longobucco

Candidati per la Lista Civica “un’altra Ferrara”

The best techno mostra della Primavera: Io Robot di Andrea Locci a c. di Miroslava Hajek (altro che Ferrara Arte!)

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IO, ROBOT: il mondo dei robot inventato dall’artista Andrea Locci a Spazio Tadini a cura di Miroslawa Hajek

http://spaziotadini.wordpress.com/2014/04/07/io-robot-il-mondo-dei-robot-inventato-dallartista-andrea-locci-a-spazio-tadini-a-cura-di-miroslawa-hajek/

Mercoledì 23 aprile inaugurazione ore 18.30

dal 23 aprile al 9 maggio 2014 Apertura da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 – http://www.spaziotadini.it

 

A cura di Miroslava Hajek

 Nella storia europea si danno nomi descrittivi alle varie epoche, quando si parla di Secoli bui ci si riferisce all’epoca iniziale del Medioevo, il Cinquecento è il Secolo del Rinascimento, di meravigliose opere d’arte e di grandi rinnovamenti. Il Settecento viene chiamato Secolo dei Lumi, l’Ottocento è il secolo della macchina, delle invenzioni, della rivoluzione industriale. In quest’ottica il secolo breve di Hobsbawn, quello appena passato, sarebbe forse meglio identificarlo come Secolo della cibernetica. È proprio in questo periodo che si sono realizzate quelle innovazioni che un tempo erano solo teorizzate. Il robot è un prodotto del ventesimo secolo anche come termine. Venne, infatti, inventato dallo scrittore ceco Karel Capek che concepì la parola derivandola dal termine ceco robota che significa corvè, lavoro pesante. I robot di Andrea Locci sembrano una sintesi tra i ricordi dei primi automi che sono apparsi nella storia, come per esempio i Golem il rabbino Jehuda Löw e delle fantasie contemporanee di Robot che si compongono e scompongono, riuscendo persino ad auto ripararsi usando tutto quello che capita sotto mano. Da più di dieci anni Andrea Locci, nel suo laboratorio accumula tutto quello che ha una storia da raccontare, migliaia di oggetti di uso quotidiano, buttati, dimenticati in qualche vecchio scantinato o rivenduti nel mercatino delle pulci di turno. Assembla, incolla, ricuce, ridando vita e senso a qualsiasi cosa che lo affascini. Il suo lavoro però non è legato a semplice riciclaggio di oggetti abbandonati, egli concepisce un universo benevolmente fantascientifico nel quale eserciti di robottini sbarcano nella nostra vita creando famiglie e costruendosi persino le loro città utopia. Si tratta comunque di vere e proprie sculture dove solo alcune parti sono adattate e presi da oggetti di uso quotidiano. L’artista, forte della sua capacità creativa, combina le forme recuperate assieme a quelle concepite nella sua fantasia, riuscendo ad elaborare un’idea autenticamente coinvolgente, ottenendo di trasportarci nel suo mondo immaginario.

Biografia

Andrea Locci, nato a Busto Arsizio il 5.4.1970, decide di trasferirsi dopo il Liceo Artistico e gli studi di grafica nel centro Italia. Nell’Appennino tosco emiliano inizia una esperienza forte di vita comunitaria, legata alla ruralità con l’idea romantica di poter vivere puntando all’autosufficienza, una vita a metà tra agricoltura e artigianato. La comune fatta di tante persone e storie diverse, stimola sempre di più il suo modo di esprimersi. La sua capacità manuale comincia a trascendere i limiti dell’artigianato. Nel 2000 ha l’occasione di spostarsi per un lavoro stagionale, la raccolta delle olive, nella provincia di Pisa. Innamoratosi del territorio, le colline di ulivi che guardano il mare e la vicinanza di Pisa cittadina apparentemente tranquilla, ma ricca di fermento decide di stabilirsi a Calci dove mette le radici. Attualmente divide la sua vita fra il lavoro artistico e la vita in campagna “coltivando” la consapevolezza che il rapporto con la natura colma l’altra sua metà che altrimenti non troverebbe equilibrio.

Roby Guerra nel catalogo a Roma per la mostra di Alessandro Guzzi (già alla Biennale di Sgarbi del 2011)

Roma, Il Mondo e la Poetica di Alessandro Guzzi: personale alla Libreria Galleria L’Universale

LA NOTIZIA H24  ROMA

maggio 22, 2014 • Cultura e Spettacolo, ROMA

ll giorno 23 Maggio alle ore 18:00 all’UNIVERSALE, LIBRERIA-GALLERIA DELLE ARTI, Via F. Caracciolo 12 a Roma (adiacenze Piazzale degli Eroi) …. inaugurata la mostra di ALESSANDRO GUZZI. La mostra sarà visitabile dal 23 Maggio al 23 Giugno 2014, tutti i giorni (esclusi festivi) dalle h 17 alle 20. L’artista romano espone opere recenti che rafforzano la sua chiave di lettura: una figurazione che da visione di un mondo di bellezza, parallelo alla crisi profonda del mondo attuale. Scrive Vincenzo Centorame nel testo di presentazione della mostra :

 

«La poetica di Alessandro Guzzi è interamente al di fuori dei canoni artistici prevalenti nel nostro tempo. Eppure egli appartiene del tutto al confronto delle idee di questa nostra epoca incerta, contraddittoria e, per molti versi, confusa nelle prospettive e nei valori di riferimento.
Pittore d’immagine, di segno e disegno, da molti anni si dedica, in maniera approfondita e molto personale, alla esplorazione della figura femminile. Si tratta di donne al di fuori dei contesti abituali di tempo e di spazio. In qualche modo proiettate in una dimensione metafisica in virtù di una concezione della figurazione che rende molto riconoscibili e, per alcuni aspetti, inconfondibili, i suoi lavori.»
L’Universale è uno spazio diretto da Maurizio Messina che propone da alcuni anni conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, concerti, mostre.
In galleria sarà a disposizione dei visitatori un esauriente catalogo con testi di Vincenzo Centorame, Sandro Giovannini, Roberto Guerra, Marco Guzzi, Maurizio Messina e Don Mauro Tranquillo (FSSPX). In appendice al catalogo due interviste all’artista a cura di Roberto Guerra e le note biografiche.
*Alessandro Guzzi ha recentemente esordito come Scrittore per La Carmelina ediz. (Roma-Ferrara) con un saggio neomistico complementare al percorso Visual…

Info
Luuk Magazine Milano
http://www.luukmagazine.com/it/dialogo-con-un-eretico-ortodosso-intervista-ad-alessandro-guzzi/

A comparsa ampia da sinistra

Ferrara, il libro per Marco Felloni della sua La Carmelina

marco felloniUn incontro in ricordo di Marco Felloni, il grande scrittore, regista e attore teatrale per decenni punto di riferimento culturale della città di Ferrara, scomparso nel 2010 a causa di una lunga malattia. Oggi, sabato 24 maggio, alle 17.30 presso la sala conferenze dell’istituto di Storia Contemporanea verrà presentato il libro “La famiglia Felloni” scritto da Walther Felloni ed edito ovviamente da La Carmelina, la casa editrice che Marco aveva fondato insieme a suo figlio Federico.

All’incontro, coordinato da Carlo Magri, interverranno l’autore, l’editore Federico Felloni e gli attori Marco Sgarbi e Gianantonio Martinoni che leggeranno brani tratti dal libro e un racconto di Marco Felloni. Nell’opera l’autore si riappropria delle sue radici, di quel poco o molto che riaffiora da un passato oscuro seguendo l’unica traccia arrivata a noi: la preziosa archiviazione di dati essenziali che si ritrova nei libri parrocchiali e ricostruisce il percorso di una famiglia per generazioni vissuta in uno spazio circoscritto.

Estense com

La mafia protagonista per l’affaire infinito Cona PD Tagliani

“Quando salterà fuori tutto questo, chi ha fatto il furbo non ci sarà più. Dopo qualche anno sarà totalmente ingovernabile. Come al Palazzo degli Specchi: la gente che sa qualcosa andrà via e dopo cinque anni sarà tutto ingovernabile, la gente si ritroverà davanti delle fatture e dovrà pagare senza dire nulla”. Ancora intercettazioni e ancora colpi di scena al maxi processo di Ferrara contro dipendenti pubblici e imprenditori che si occuparono a vario titolo della costruzione dell’ospedale.

Contenziosi con le imprese per l’impennata dei costi per i servizi, controlli – accurati o solo “in senso lato” – sui materiali di costruzione e sui loro costi, perizie di variante sotto la lente dell’ingrandimento della magistratura per la loro presunta irregolarità. Tutte questioni che, durante la controversa costruzione del nuovo ospedale Sant’Anna, passavano quasi quotidianamente sulla scrivania o sotto gli occhi dell’ingegnere Giorgio Beccati, responsabile unico del procedimento (Rup) accusato di abuso d’ufficio e falso nel processo sugli appalti di Cona in cui è imputato assieme ad altre 11 persone tra funzionari pubblici e rappresentanti legali delle ditte coinvolte….. C ESTENSE COM

Marx aveva Ragione di Terry Eagleton (Armando editore, 2013)

 

PERCHÉ MARX AVEVA RAGIONE

 

di Terry Eagleton

 

E se tutte le più comuni obiezioni sollevate nei confronti dell’opera di Marx fossero errate?”

 

Terry Eagleton (Salford, Regno Unito 1943) è professore di Letteratura Inglese presso la Lancaster University e critico letterario. Allievo di Raymond Williams, ha all’attivo oltre 40 libri.

 

Tra le sue opere pubblicate in Italia: L’idea di cultura (Editori Riuniti, 2001); Ideologia. Storia e critica di un’idea pericolosa (Fazi, 2007) Il senso della vita (Ponte alle Grazie, 2011).

 

Marx è stato l’autore più travisato di tutti i tempi. È questa la conclusione a cui arriva l’autore, dopo aver risposto, capitolo dopo capitolo, in maniera brillante e a tratti ironica, alle dieci critiche al marxismo più ricorrenti.

L’obiettivo non è quello di presentare le idee di Marx come perfette, ma sì almeno plausibili e l’autore lo fa lanciando all’inizio del libro una provocazione: “E se tutte le più comuni obiezioni sollevate nei confronti dell’opera di Marx fossero errate?”.

 Ma quali sono le critiche più conosciute avanzate nei confronti dell’autore di Treviri?

Eccole una per una: il marxismo è finito; tutte le volte che è stato messo in pratica, le conseguenze sono state terribili; riduce le persone a semplici strumenti nelle mani della storia; è un sogno utopico; nel marxismo ogni elemento della realtà si riduce all’economia; Marx credeva che non esistesse nient’altro che la materia; era ossessionato dal concetto di classe; i marxisti sono contro le riforme e sostengono l’azione politica violenta; abolendo la proprietà privata, governeranno per mezzo di un potere dispotico; i movimenti radicali più interessanti degli ultimi 40 anni (femminismo, ambientalismo, difesa dei diritti gay, ecc.) sono sorti tutti all’esterno del marxismo.

A ogni critica – e alla sua rispettiva smentita – è dedicato un capitolo: in tutto dieci, agili e pungenti, sino alla domanda, retorica, che chiude il volume: “C’è mai stato un autore più travisato?”.

* Finalmente un salutare ritprno a Marx: la storia e gli storici come revisionisti ad hoc, oltre le mode spesso in malafede, il fare storia persino. E prevedibile futura new wave per il filosofo di Treviri, suo malgrado, per decenni nuovo messia dell’umanità, poi – con il fallimento solare delle sedicenti democrazie reali e dell’impero sovietico ecc., paragonato addirittura a Hitler, Nerone, i più grandi necrofili politici della storia.

Iperbole, ovvio, ma fino ad un certo punto. E destino speculare quello di Marx a quello di Nieztsche, poi negli ultimi decenni sdoganato… Appunto, Marx sdoganato nei prossimi anni?

In effetti, Marx morto nel 1882, appare responsabile dei crimini del comunismo esattamente come Gesù Cristo per quelli dell’Inquisizione! Fanatici discepoli, non solo Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot (in Italia le Brigate Rosse) , assai spesso l’Intellighenzia…. come ben dimostra l’autore hanno frullato Marx a modo loro, manipolandolo quasi esclusivamente. “La storia non fa nulla” diceva Marx, è diventata la religione deterministica della storia stessa…. la critica alla proprietà privata un dogma tabula rasa contro la libertà stessa del possesso legittimo individuale…. L’economia come estensione della natura umana dinamica, rovesciiato in schiavitù – come la storia alle leggi sacre dell’economia e dei mercati…. il Marx … infine umanista modernista e utopico regredito già nel mito del 68 e del pensiero unico pseudo globalista e pseudo libertario estremo, un neoprimitivismo alla faccia della sua dedica ben nota almeno virtuale del Capitale a… Darwin, mica a Roussau, precursore della decrescita e degli Incoscienti felici (come gli Eloi con i Moloch de La Macchina del Tempo di Wells…). Come anche ben discusso a suo tempo, pur nel ‘900,  dai vari Fromm, Reich, A. Schaff in parte Marcuse e persino certo speculativo Tony Negri…  Tra le righe e non solo, anche dalle grandi avanguardie storiche artistiche, futurismo, surrealismo ecc. E così via…. (R.G.)

http://www.armando.it/schedalibro/22782/Perch–Marx-aveva-ragione

 

Beppe Grillo e Vespa, gli insetticidi 2.0 al Potere

Boom di ascolti per Grillo da Vespa

 

La puntata di “Porta a Porta” con il leader del M5S tocca il 23,75% di share.
Nella sua ora d’intervista 4 milioni e 276 spettatori. È il record stagionale

 

ANSA

La stretta di mano tra Grilo e Vespa al termine della puntata

 

 

Beppe Grillo fa il botto in seconda serata su Raiuno. La trasmissione “Porta a Porta” nell’ora di intervento del leader M5S è stata seguita da 4 milioni 276 mila telespettatori con share 26.88%. L’intera puntata ha fatto segnare il record stagionale di ascolti con 3.165.000 spettatori. Si tratta di un ascolto notevole anche in termini assoluti, specie se si considera il fatto che la trasmissione è andata in onda a partire dalle 23,20.

I Cinque Stelle cantano vittoria: «Se confrontiamo questo share da record con l’ ultima apparizioni di Renzi con il 18,16% e di Berlusconi con il 12,16% si resta davvero impressionati», commenta il responsabile della comunicazione del M5s, Rocco Casalino. «La cosa interessante – continua – è l’ osservazione della curva perché parte da un 13% lasciato dalla partita del cuore e sale continuamente fino a raggiungere un picco del 33,4% con 4.814.000 spettatori».  «È stato un incontro fra professionisti. Un incontro impegnativo per entrambi e credo che possiamo dirci tutti e due soddisfatti», commenta all’Agi Bruno Vespa. L’ascolto medio della puntata è stato di 3,2 milioni di spettatori ma, come spiega lo stesso Vespa, «abbiamo fatto anche il 28% di share con 4,276 telespettatori e quindi punte di quasi 5 milioni. Siamo partiti al 13% e abbiamo raggiunto il 33. Un bel risultato, un inedito da molti anni», ha aggiunto Vespa. «Se me lo aspettavo? Onestamente sì, anche se non facevo previsioni – ha detto il giornalista – ma sapevo che era un grande incontro». Il tono della conversazione era piuttosto pacato, niente urli come invece, ci si aspettava: «Grillo è anche un bravo attore – ha spiegato Vespa – ha unito i toni e le tonalità diverse. Direi che possiamo proprio essere soddisfatti

http://www.lastampa.it/2014/05/20/italia/speciali/elezioni/2014/oltre-milioni-in-tv-per-grillovespa-t8eFXlgyw4EVh4qWPskoVO/pagina.html

Alien piange il… Padre

Gli incubi dello scorso fine millennio si sono materializzati nelle illustrazioni e nei dipinti di questo grande artista che se ne va.

Hans Ruedi Giger è scomparso a Zurigo per i postumi di una caduta. Era nato a Coira, nei Grigioni, nel 1940, ed è stato considerato l’inventore del New Gothic per le atmosfere tetre e mortifere dei suoi lavori, colmi di citazioni e rimandi ai classici della storia dell’arte, da Piranesi a Dalì, da Bosch a Blake. Forse il più grande virtuoso in circolazione, era però più amato dal pubblico dei concerti rock, del fumetto e del cinema piuttosto che da quello delle gallerie, anche se ha esposto nei musei di mezzo Mondo. Meriterebbe di stare nell’Olimpo dei grandi figurativi, tra simbolisti e surrealisti; vestiva sempre di nero e il suo aspetto truce lo faceva somigliare a una delle su creature. Visionario contemporaneo con ben presente la memoria dell’antico, psichedelico e allucinato di lui, si ricorda una grandiosa mostra al Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano una quindicina d’anni fa: insieme a Jodorowsky, Moebius ed Escher, H.R. Giger appartiene a quella categoria di artisti difficilmente classificabili e tormentati dalle proprie visioni.
Il mondo del rock lo considera una sorta di sacerdote oscuro. La copertina di Brain Salad Surgery degli Emerson, Lake & Palmer (1973) è una delle più belle di tutti i tempi, e ha collaborato, tra gli altri, anche con Blondie, Jello Biafra e disegnato l’asta del microfono per Jonathan Davis il cantante della band metal Korn. La fama imperitura però gli giunge dal mondo del cinema, quando Ridley Scott lo invita a progettare il mostro di Alien nel 1979. Nel suo progetto si incontrano fantascienza e medioevo, meccanico e organico, per una delle creature più terrificanti dell’intero genere….

Il Giornale