Futurismo

Il Sole 24 h Ferrara e l’Italia: La Rete vota Ilaria Morghen, M5Stelle, Tagliani PD clamoroso game over

Al ballottaggio vanno Ilaria Morghen col 48,36% e Tiziano Tagliani col 26,27%. Non sono le previsioni di Estense.com: è il risultato di una sfida che si è già giocata in queste settimane, tutta su Internet. Gli otto candidati hanno ovviamente un profilo ufficiale su Facebook, e alle 17 di venerdì sono in totale 4.233 gli iscritti Fb che hanno cliccato ‘Mi piace’ su (almeno) uno di questi.

Sappiamo bene che il web non è uno specchio del tutto fedele della realtà, per tanti motivi. Innanzitutto anagrafici: quasi un terzo dei maggiorenni residenti nel Comune di Ferrara (e dunque degli elettori) ha almeno 65 anni, quasi un quarto ne ha almeno 70. Sono, queste, fasce di età in cui l’abitudine a navigare su Internet si fa decisamente più rara, alterando sensibilmente la rappresentatività della rete. Inoltre, il web non conosce confini, e dunque fra questi oltre 4mila utenti che hanno cliccato su Mi piace ce ne saranno sicuramente diversi che non risiedono a Ferrara, e che dunque domenica non avranno diritto di voto. Ancora: nella cabina si può mettere la croce su un solo simbolo, mentre niente e nessuno impediscono di cliccare Mi piace anche su tutti e otto i profili ufficiali.

Le premesse potrebbero andare avanti, ma il concetto è chiaro. Detto tutto questo, non resta che prendere atto del fatto che la rete continua a essere il campo in cui il Movimento 5 stelle si muove al meglio. Il profilo Ilaria Morghen – Sindaco/Portavoce a 5 Stelle non è solo quello più apprezzato su Facebook, con i suoi 2.048 Mi piace, pari al 48,36% del totale (ricordiamo che il dato è aggiornato alle 17 di venerdì). No: è anche quello che in media ha guadagnato ogni giorno il numero più elevato di fan. È infatti stato creato il primo aprile scorso, il che significa che ha guadagnato quasi quaranta apprezzamenti al giorno.

Il profilo Tiziano Tagliani Sindaco di Mi piace ne ha raccolti un po’ più della metà, ossia 1.113, come si diceva il 26,27% del totale. È però stato creato prima, per la precisione il 5 marzo, e dunque la media di apprezzamenti giornalieri viaggia intorno ai 14.

Terzo classificato il profilo di Vittorio Anselmi, ma a distanza siderale dai primi due: 261 Mi piace significano il 6,17% sul totale di quelli espressi, mentre la media è di circa quattro apprezzamenti e mezzo al giorno, visto che si tratta di un profilo creato il 25 marzo.

Francesco Fersini non è solo il candidato più giovane, ma pure quello con il profilo più giovane su Facebook. Creata il 13 aprile, la pagina ufficiale di Insieme in Comune può contare su 245 apprezzamenti (il 5,79%), una cifra che – se il confronto si svolgesse sul web – potrebbe davvero far impensierire la coalizione di centrodestra, quasi raggiunta dall’accoppiata Udc/Nuovo centrodestra. Qui gli apprezzamenti sono stati in media poco più di sei al giorno.

Riesce a scavalcare quota duecento pure il profilo di Giustizia onore e libertà. Nata il 29 marzo, la pagina della lista che candida a sindaco Francesco Rendine ha viaggiato su una media di poco meno di quattro apprezzamenti al giorno, conquistandosi così il quinto posto. Nel pomeriggio di venerdì conta 202 apprezzamenti, il 4,77% del totale.

Più lontano invece da quella stessa quota il profilo Giuseppe Fornaro Sindaco. Di Mi piace ne ha ottenuti 161, circa 3,35 al giorno (o se vogliamo sette ogni due giorni) essendo nata il 5 aprile. In percentuale significa il 3,8%.

Pur non essendo aggiornato dal 7 maggio, il profilo di Ferrara Futuro Insieme grazie ai suoi 108 Mi piace riesce ad evitare l’ultimo posto, con un 2,55% di apprezzamenti on line. Da notare però che questa pagina è stata creata circa un anno fa, nel maggio 2013.

Sul gradino più basso del podio si colloca dunque la pagina di Un’altra Ferrara, che con 97 Mi piace sfiora ma non raggiunge il centinaio (signifca il 2,29%). Creata il 24 febbraio, la media è di poco più di un apprezzamento al giorno.

Dalle 14 di lunedì cominceremo a capire quanto ai Mi piace corrispondono croci sulla scheda.

Beppe Grillo M5Stelle I nuovi Partigiani della Internet Revolution, dopo Berlinguer!

Renzi e Berlusconi hanno parlato a Roma, rispettivamente a piazza del Popolo e a palazzo dei Congressi dell’Eur. Beppe Grillo a Milano, a piazza del Duomo. C’è stato un aspro confronto a distanza tra il premier e il leader M5s su Berlinguer. «Sta con noi», ha gridato l’ex comico……Tecnopolitica-Grillo-Chaplin-poesia-visiva-di-fvtvrgverra.jpg

*MATTEO RENZI  IMPLOSIONE DEMOCRISTIANA! … LE RIVOLUZIONI NON SI FANNO CON L’ACQUA SANTA E CON IL VECCHIO PD  MAI ROTTAMATO – ERRORE STORICO **nota di Asino Rosso!

VIDEO BEPPE GRILLO ALLA VIGILIA DELLA RIVOLUZIONE!

 

Marx aveva Ragione di Terry Eagleton (Armando editore, 2013)

 

PERCHÉ MARX AVEVA RAGIONE

 

di Terry Eagleton

 

E se tutte le più comuni obiezioni sollevate nei confronti dell’opera di Marx fossero errate?”

 

Terry Eagleton (Salford, Regno Unito 1943) è professore di Letteratura Inglese presso la Lancaster University e critico letterario. Allievo di Raymond Williams, ha all’attivo oltre 40 libri.

 

Tra le sue opere pubblicate in Italia: L’idea di cultura (Editori Riuniti, 2001); Ideologia. Storia e critica di un’idea pericolosa (Fazi, 2007) Il senso della vita (Ponte alle Grazie, 2011).

 

Marx è stato l’autore più travisato di tutti i tempi. È questa la conclusione a cui arriva l’autore, dopo aver risposto, capitolo dopo capitolo, in maniera brillante e a tratti ironica, alle dieci critiche al marxismo più ricorrenti.

L’obiettivo non è quello di presentare le idee di Marx come perfette, ma sì almeno plausibili e l’autore lo fa lanciando all’inizio del libro una provocazione: “E se tutte le più comuni obiezioni sollevate nei confronti dell’opera di Marx fossero errate?”.

 Ma quali sono le critiche più conosciute avanzate nei confronti dell’autore di Treviri?

Eccole una per una: il marxismo è finito; tutte le volte che è stato messo in pratica, le conseguenze sono state terribili; riduce le persone a semplici strumenti nelle mani della storia; è un sogno utopico; nel marxismo ogni elemento della realtà si riduce all’economia; Marx credeva che non esistesse nient’altro che la materia; era ossessionato dal concetto di classe; i marxisti sono contro le riforme e sostengono l’azione politica violenta; abolendo la proprietà privata, governeranno per mezzo di un potere dispotico; i movimenti radicali più interessanti degli ultimi 40 anni (femminismo, ambientalismo, difesa dei diritti gay, ecc.) sono sorti tutti all’esterno del marxismo.

A ogni critica – e alla sua rispettiva smentita – è dedicato un capitolo: in tutto dieci, agili e pungenti, sino alla domanda, retorica, che chiude il volume: “C’è mai stato un autore più travisato?”.

* Finalmente un salutare ritprno a Marx: la storia e gli storici come revisionisti ad hoc, oltre le mode spesso in malafede, il fare storia persino. E prevedibile futura new wave per il filosofo di Treviri, suo malgrado, per decenni nuovo messia dell’umanità, poi – con il fallimento solare delle sedicenti democrazie reali e dell’impero sovietico ecc., paragonato addirittura a Hitler, Nerone, i più grandi necrofili politici della storia.

Iperbole, ovvio, ma fino ad un certo punto. E destino speculare quello di Marx a quello di Nieztsche, poi negli ultimi decenni sdoganato… Appunto, Marx sdoganato nei prossimi anni?

In effetti, Marx morto nel 1882, appare responsabile dei crimini del comunismo esattamente come Gesù Cristo per quelli dell’Inquisizione! Fanatici discepoli, non solo Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot (in Italia le Brigate Rosse) , assai spesso l’Intellighenzia…. come ben dimostra l’autore hanno frullato Marx a modo loro, manipolandolo quasi esclusivamente. “La storia non fa nulla” diceva Marx, è diventata la religione deterministica della storia stessa…. la critica alla proprietà privata un dogma tabula rasa contro la libertà stessa del possesso legittimo individuale…. L’economia come estensione della natura umana dinamica, rovesciiato in schiavitù – come la storia alle leggi sacre dell’economia e dei mercati…. il Marx … infine umanista modernista e utopico regredito già nel mito del 68 e del pensiero unico pseudo globalista e pseudo libertario estremo, un neoprimitivismo alla faccia della sua dedica ben nota almeno virtuale del Capitale a… Darwin, mica a Roussau, precursore della decrescita e degli Incoscienti felici (come gli Eloi con i Moloch de La Macchina del Tempo di Wells…). Come anche ben discusso a suo tempo, pur nel ‘900,  dai vari Fromm, Reich, A. Schaff in parte Marcuse e persino certo speculativo Tony Negri…  Tra le righe e non solo, anche dalle grandi avanguardie storiche artistiche, futurismo, surrealismo ecc. E così via…. (R.G.)

http://www.armando.it/schedalibro/22782/Perch–Marx-aveva-ragione

 

Renzi: no al Reddito di CIVILTA’, deriva democristiana?

Tecnopolitica-Grillo-Chaplin-poesia-visiva-di-fvtvrgverra.jpg…..i numeri dell’Istat ci sono piom­bati addosso come il con­sueto schiaffo in fac­cia: un milione e 130mila di fami­glie senza red­dito da lavoro, il 18,3% in più rispetto all’anno pre­ce­dente, il 56 in più rispetto al 2011. Cifre impie­tose, almeno quanto la crisi che atta­na­glia il nostro Paese. Ci dicono che il sistema è impaz­zito, che il vec­chio modello di soste­ni­bi­lità eco­no­mica basato sull’occupazione è andato in default e che ora — in pre­senza di dati così allar­manti sui livelli di impiego — pre­ci­pita nel bur­rone della povertà anche quello che un tempo avremmo defi­nito “ceto medio”.
Que­ste per­sone senza entrate da lavoro non hanno nulla, devono sol­tanto spe­rare di aver messo qual­che soldo da parte in pas­sato o di disporre di pic­cole ren­dite per tirare a cam­pare. Altri­menti sono fuori gioco, spac­ciate. In Ita­lia, infatti, a dispetto delle pro­messe dei governi che si sono suc­ce­duti dal com­mis­sa­ria­mento di Monti in poi, non si è mosso un dito per met­tersi al passo con gli altri stati dell’Ue, in cui sono pre­vi­ste forme di red­dito garan­tito o di cit­ta­di­nanza per con­sen­tire a chi è tagliato fuori dal mer­cato del lavoro di con­ti­nuare sem­pli­ce­mente a vivere in attesa di un posto di lavoro che asso­mi­glia sem­pre più a un miraggio.

Nem­meno Renzi farà niente. «Non sono d’accordo», ha detto ieri. Che importa se tra­di­sce mesi di pro­messe di sus­si­dio uni­ver­sale, di con­ti­nuità di red­dito, di fles­si­bi­lità tute­lata, di red­dito da dare a chi perde il lavoro e si ritrova a rischio povertà. «Non crea lavoro». Che importa se ci sono migliaia di lavo­ra­tori auto­nomi, di inter­mit­tenti che al lavoro devono rinun­ciarci per­ché in crisi di red­dito. Meglio dar retta ad Alfano, a Sac­coni e al dogma della pre­ca­rietà senza tutele, che rischiare di alli­nearsi alla migliore Europa che, in verità, il red­dito minimo lo pre­vede ovun­que.
L’Italia è infatti l’unico paese nell’area Ue, insieme alla Gre­cia, a non con­tem­plare alcun sus­si­dio di que­sto genere. Si tratta degli Stati che più di tutti hanno sof­ferto l’acuirsi della crisi e l’arroganza delle poli­ti­che del rigore, e forse non è un caso che mar­cino in ritardo anche sul fronte dei diritti. Tutto que­sto men­tre il Par­la­mento euro­peo, con la riso­lu­zione del luglio 2010, ha dato dispo­si­zioni di aumen­tare il red­dito minimo nelle nazioni dove è già in vigore. Non è ele­mo­sina, è civiltà: il red­dito minimo è uno stru­mento di libe­ra­zione dal ricatto del mer­cato, un modo per dire ai cit­ta­dini euro­pei che hanno diritto alla pro­pria dignità anche al di fuori del para­digma eco­no­mi­ci­sta produci-consuma-crepa.

Le cifre dell’Istat, unite a quelle galop­panti sulla disoc­cu­pa­zione — soprat­tutto fra i gio­vani — sono l’ultimo cam­pa­nello d’allarme: se l’Italia non si affretta a ripen­sare il suo modello di wel­fare (obso­leto, nove­cen­te­sco), dando un po’ di respiro a chi arranca nella pre­ca­rietà più totale, rischia una deriva da Terzo mondo. E nel frat­tempo per­pe­tua una situa­zione di dise­gua­glianza imba­raz­zante fra cit­ta­dini, senza mobi­lità sociale, pos­si­bi­lità di cre­scita, uno strac­cio di oppor­tu­nità per chi ha voglia di fare ma bussa a porte che non si aprono mai.

La Camera, poche set­ti­mane fa, ha appro­vato una mozione di Sel che pre­vede l’introduzione del red­dito minimo: la pro­po­sta pre­vede che sia pari al 60% del red­dito mediano nazio­nale, esat­ta­mente in linea con le diret­tive euro­pee. La legge parte da un minimo di 600 euro, e secondo i nuovi dati Istat dovrebbe arri­vare fino a 700 euro. Ora il governo la disat­tende, senza girarci troppo attorno. Per­ché il tempo degli annunci vale più di milioni di per­sone. E qual­che deci­male in più alle ele­zioni non cam­bierà la vita di nes­suno ma farà ancora gal­leg­giare «la mag­gio­ranza della pre­ca­rietà senza fine». La pre­ca­rietà degli altri, ovviamente…….MANIFESTO

Urfuturismo: Roby Guerra e La Carmelina rilanciano Futurismo Oggi

 

Roby Guerra rilancia “Futurismo Oggi” con La Carmelina


Il 1 Giugno on line la nuova edizione versione ebook per il volume del 2013, Al di là della Destra e della Sinistra… a cura di Roby Guerra, futurista ferrarese antagonista e di Sandro Giovannini, poeta – filosofo, del Movimento Nuova Oggettività e Scuola Romana di Filosofia Politica (area Univ. La Sapienza, Roma). E importanti download: Sempre edito da La Carmelina di Federico Felloni, l’eBook ora inaugura i quaderni cosiddetti Futurismo Oggi 2000, primo numero URFUTURISMO, ovvero il rilancio digitale della storica ultima rivista futurista del secondo novecento a cura di Enzo Benedetto e lo stesso celebre storico d’arte Luigi Tallarico, benemerito di Stato per la cultura, entrambi di Roma. Futurismo Oggi fu attiva dagli anni ’60 al 1993 con la scomparsa di Benedetto, futurista amico di Marinetti fin dalla gioventù. La rivista pur di nicchia conservò la memoria del futurismo nel secondo novecento e ebbe aderenti illustri quali il MoMa di New York e il Centre Pompidau di Parigi. Ci scrissero, in età giovanile, lo stesso Guerra e anche Riccardo Roversi, tra i ferraresi, oltre a tutta l’area futrurista ancora superstite dopo la scomparsa di Marinetti, gli stessi Antonio Fiore, Giovanni Lista, Gino Agnese, Francesco Grisi, Vitaldo Conte, Marzio Pinottini e altri. Nella nuova versione ebook, inoltre, integralmente replicata con gli stessi, tra altri, Saccoccio, Cecchini, Conte, Sessa, Giovannini,Vaj, Casale, Manias (Biblioteca Gramsciana di Ales, Oristano), gli stessi ferraresi Roversi, Ferrante, Ganzaroli, Ferretti, S. Forty, nuovi autori presenti prestigiosi, da tuttta Italia, sempre sotto forma di intervista: Pierfranco Bruni, Luca Gallesi, Miroslava Hajek, Riccardo Campa, Sandro Battisti, Roberto Bonuglia, Sylvia Di Ianni, Antonella Pagnotta, Giancarla Parisi, Max Scordamaglia, Tommaso Busatto, la stessa ferrarese Laura Rossi. E così Guerra annuncia la News editoriale: ” Con questa sinergia, grazie a Federico Felloni, l’editore, La Carmelina edizioni – una sede anche a Roma – si pone come Link editoriale inedito a Ferrara, oltre il localismo deja vu e mummificante, al passo con la nuova cibercultura nascente in Italia, antagonista e conoscitiva, come devono fare scrittori e editori: La cultura Viva come autentico Ossimoro 3.0, rispetto a certa ignoranza conclamata e alla spersonalizzazione della Casta Politica e degli intellettuali attardati.

Cosimo Pergola: Etica 3.0 per tutti

 

Cosimo Pergola  La ricerca di un’etica per tutti

Il Divino oltre Dio i Diritti oltre i fondamentalismi

ARMANDO EDITORE, ROMA, 2014

 

 

“La società attuale è sottomessa all’arbitrio della finanza speculativa: al fondamentalismo del mercato si contrappongono i fondamentalismi religiosi, aspetti di una reazione alla modernità di stampo regressivo. In entrambi i casi, nel contrasto si sperimenta una grave lesione dei diritti delle persone: vanificando le aspettative di uomini e donne incolpevoli, vengono anche compromessi i piani di vita di intere generazioni. In questo saggio, l’autore argomenta la necessità di una nuova stagione dei diritti e la reinvenzione del divino come risposta alla crisi in cui è precipitata la società.

Cosimo Pergola, in passato uomo d’azienda, oggi è ricercatore per intimo convincimento e passione per le “questioni ultime”.

    A dispetto dei pur anche non banali Crepet o Odifreddi ecc, Cosimo Pergola, ex Imprenditore, da outsider creativo, lancia grazie alla sempre culturalmente in anticipo Armando (si pensi solo a Popper e McLuhan…) , un quasi pamphlet finalmente squisitamente laico e neomoderno, oltre altrove spesso ibridi paralleli inficiati da certo stesso pensiero unico. Morte le ideologie e le utopie, la società liquida domina imperante e poco decifrata, essa stessa è diventata un pensiero unico, semitotalitario. Con nuove dinamiche misconosciute neomedievali, non solo iperboli: la confusione tra uguaglianza giuridica e omologazione collettivistica culturale, la grande lacuna – almeno nell’opinione pubblica e delle varie caste al potere, anche culturale, di nuove mappe “etiche” nell’agorà stesso , cronaca live, dei media e della storia oggi subito prassi il giorno dopo…

E gli esperti infatti disquisiscono quasi sempre il day after, mentre la velocità del divenire già trasforma e riplasma gli scenari.

La crisi contemporanea è figlia più di certa accelerazione inedita che di crisi di risorse naturali o tecnologiche… Ecco, da Pergola un bellissimo e originale zoom, dove la società incombente dei simulacri quasi si rivela come un sistema unico e chiuso, nonostante le sbandierate differenze e prospettive aperte e globali pretese.

Tra i fondamentalismi, classici religiosi, ancora politico ideologici (dis-organici ma ancora fattuali), culturali stessi, non ultimo l’orizzonte analogo dell’ ex uomo comune, gadget del 2100 ma neuroni sempre gli stessi del determinismo skinneriano e pavloviano provinciale o poco conoscitivo (anche per scelta, libri a 1000 lire… e Internet accessibili anche a idraulici e agresti sperduti nei villaggi ad es della Val Camonica…), emerge un clamoroso wireless: giochi di incastri nevrotici interclassisti e interetnici persino…. E generazioni diverse tutte nel vortice del territorio senza bussole, la mappa solo materia oscura.

Poi, ovvio, ripercussioni sempre più minanti lo Stato di diritto e la libertà individuale, un problema epocale anche i necessari download delle Costituzioni varie, finanzocrazie o teocrazie varie uber alles sulla pelle e i sogni anche dei liberi cittadini (anche sul bisogno naturale di devozione o trascendenza). Pergola diagnostica tale “malattia” psicosociale, segnala ricette possibili per il ritorno dell’Uomo moderno, ecomoderno evoluto, al volante della sua passeggiata terrestre. Salutare rasoio di Ockam per liberare la libertà dagli stessi fondamentalismi giuridici (e le sue distorsioni).

Sorvolando come un turista alieno avanzato certa pur esistente letteratura pluridecennale se non “storica” “alternativa” più o meno fuurizzante o retro futuribile…(e eclettica, interdisciplinare).  Solita X dei tempi moderni e postmoderni: Chi comanda…pilota. l’astronave? uomini di conoscenza (anche “religiosa”) o Pitecantropi in cravatte neppure trendy?

RobyGuerra

Armando editore

 

Matteo Renzi salva l’Expo dai magistrati e dai ladri della Politica

magistrati

Prima la visita ad una scuola elementare, poi l’arrivo alla sede di Expo 2015, accompagnato dal presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, che guiderà una task force per il controllo sull’operatività di Expo. Sono alcuni degli appuntamenti del premier Matteo Renzi, oggi a Milano per dire alla citta che «Lo Stato è più forte dei ladri» e «Chi ruba va fermato, ma non si fermano le opere, si fermano i delinquenti». In giornata, anche le prime contromisure allo scandalo appalti adottate dal commissario Expo Giuseppe Sala: la nomina di Marco Rettighieri nuovo direttore generale costruzioni della manifestazione, in sostituzione di Angelo Paris, arrestato nei giorni scorsi. Questa mattina, poi, il capo del Governo ha indicato su Twitter le linee guida per la riforma del Terzo settore…..  IL SOLE 24 ORE

Milano, decollato Space Renaissance Italia!

isaac-asimovLA NOTIZIAH24  ROMA

Lo sviluppo del turismo spaziale come tappa di avvicinamento all’espansione della civiltà nello spazio geo-lunare, il futuro dell’esplorazione del sistema solare, l’affermazione della nuova cultura astronautica sostenuta da una visione scientifica ed umanistica.

Questi i temi portanti del Congresso Nazionale di Space Renaissance Italia, dal titolo “Spazio senza frontiere: un mondo più grande è possibile”, in programma nei giorni 8 e 9 maggio 2014 al Campus Bovisa del Politecnico di Milano, che vedrà miscelati generi e linguaggi diversi, dalla scienza all’arte, dalla tecnologia alla musica, dai sistemi spaziali alla filosofia, all’etica e alla pittura.

Un originale concorso di idee, valori e conoscenza, propedeutico alla formulazione di un vero e proprio rinascimento spaziale, in grado di promuovere le potenzialità offerte dallo Spazio, i sistemi a disposizione e quelli in studio o sviluppo, per consentire alle persone di prendere confidenza con il mondo astronautico e sentirsi sempre più turisti e utenti delle rotte spaziali. Obiettivo racchiuso nel Piano Strategico di Space Renaissance Italia, che sarà illustrato nella mattinata di giovedì 8 maggio, nel corso delle due sessioni di apertura del Congresso, e il cui filo logico è la risposta alla crisi di crescita e sostenibilità che la nostra civiltà si trova a fronteggiare sul fronte della gestione delle poche risorse naturali disponibili sulla Terra.

“Space Renaissance Italia identifica nel Turismo Spaziale il catalizzatore di un nuovo sviluppo industriale e di un decisivo cambio di paradigma – sottolinea Gennaro Russo, ingegnere aerospaziale e presidente dell’associazione, sezione italiana di Space Renaissance International – L’attività umana nello spazio non può più restare appannaggio esclusivo della sperimentazione scientifica. Soltanto allargando il perimetro di utilizzo del cosiddetto “Quarto Ambiente” al cittadino e alle imprese, ovvero sviluppando l’astronautica civile, si darà inizio alla nuova rivoluzione industriale, in grado di produrre milioni di posti di lavoro sia a terra che nello spazio, creando le condizioni per usufruire delle immense risorse naturali disponibili al di là dell’atmosfera terrestre”.

Il comitato organizzatore del congresso di Space Renaissance Italia ha optato per massimizzare il mix di linguaggi evitando di costruire sessioni tematiche che avrebbero attirato volta per volta i soli cultori di quel linguaggio specifico.

Gli interventi di carattere tecnico si alternano quindi agli interventi umanistici, in un gioco di sensazioni, stimoli e provocazioni che promettono di accendere il dibattito e la curiosità del pubblico, stimolando la volontà di proseguire la sperimentazione.

La prima parte dei lavori congressuali, dopo i saluti ed introduzione di rito, sarà moderata da Giovanni Caprara, caporedattore scientifico del Corriere della Sera e presidente dell’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici), e sarà dedicata alla presentazione dei progetti cardine di Space Renaissance Italia: Outreach, Education, Enjoy the Experience, Design the Future, quest’ultimo con enfasi su HyPlane, un velivolo ipersonico in grado di portare sei passeggeri alle soglie dello spazio (70 km di quota) dando inizio ai voli sub-orbitali punto-a-punto, ciò che si può definire Turismo Spaziale 2.0.

La due giorni del congresso di Space Renaissance Italia comprende 38 interventi tra presentazioni, filmati, poster, e mostre, suddivisi equamente tra mondo scientifico e mondo umanistico. Rappresentanti di importanti istituzioni accademiche, della ricerca, dell’industria, del mondo dell’associazionismo, dell’imprenditoria, della letteratura e della filosofia. E tra le attività artistiche, da segnalare il concerto “Ad una stella…….Tra la Terra ed il Cielo, suggestioni musicali per un nuovo Umanesimo”, che sarà eseguito dall’Ensemble La Variazione a conclusione della prima giornata di lavori.

 

INCONTRO CON I GIORNALISTI AL TERMINE DELLA SESSIONE DI APERTURA DEL CONGRESSO

I giornalisti sono invitati alla conferenza stampa che si terrà alle ore 11:00 di giovedì 8 maggio, durante la pausa tra la prima e seconda sessione dei lavori del congresso.

Contenuti e obiettivi saranno illustrati da Gennaro Russo, presidente di Space Renaissance Italia, e Adriano Autino, co-fondatore e Presidente di SR International. Moderatore: Giovanni Caprara, giornalista scientifico

 

Per informazioni e contatti: Eugenio Sorrentino Ufficio Stampa Space Renaissance Italia

+39 3391701703 email: comunicazione@spacerenaissance.it

www.spacerenaissance.it

Space Art Renaissance: Intervista a Elena Cecconi

Elena Cecconi  Saturno Sound  visual poetry tributeD- Un rinascimento spaziale come opera d’arte, il progetto?

Le opere d’arte sono il mezzo per creare Rinascimento, parola che definisce un periodo storico ma anche il concetto grandissimo e meraviglioso ad esso legato,  e dare forma al nostro pensiero interiore, da cui parte ogni idea di civiltà.  Durante il prossimo congresso di Space Renaissance Italia che si terrà a Milano l’8 e 9 maggio illustrerò l’importanza del veicolo etico rappresentato dalla Musica, dalla letteratura e dall’Arte visiva,  per promuovere l’Umanità in una dimensione futura diversa,  proiettata verso lo spazio e per promuovere progetti quali l’Hyplane che rappresenta un prototipo per volare alto e non solo fisicamente. Il sogno è il primo fondamentale progetto per attuare ogni dimensione reale.

D- Pink Floyd, Tangerine Dream; Kraftwerk, David Bowie.. dal pop e l’elettronica i memi della Space Renaissance Art?
Ma tutta la musica in fondo è cosmica, persino metapitagorica?

Essendo una musicista classica ravviso sguardi musicali verso lo Spazio in Haydn, Galuppi, Verdi, Holst e molti compositori contemporanei e di musica di fantascienza,  la cui accurata ricerca evoca con profondità e contenuti importanti.  Durante il congresso ci sarà il concerto dell’Ensemble La Variazione,  tenore flauto arpa, con proposte musicali da Massenet e Verdi a Buss e Williams.  Indubbiamente anche gli artisti da lei citati hanno scritto brani suggestivi usando mezzi più recenti e molti effetti. Quello che è comunque notevole è l’interresse anche insospettabile ed invece grandissimo che la materia suscita. Lo Spazio sembra dunque il nostro habitat  e lì andiamo in modo naturale…..In questo habitat la Musica si colloca perfettamente essendo il linguaggio universale per eccellenza. Come indicato con sapienza nel meraviglioso film Incontri ravvicinati del terzo tipo.

D- Gli scienziati hanno registrato la musica del Big Bang… il primo spartito?

La nostra Terra e le onde magnetiche che ci circondano sono in grado di suggerire composizioni musicali; questa osservazione ha dato vita, ad esempio, al Maarble project che invita compositori da tutto il mondo a lasciarsi ispirare dalle magnetosfere naturali per creare composizioni dal mood spaziale. L’ipotetico suono riprodotto dal Big Bang potrebbe parlare alla nostra anima ed essere un codice universale, una sorta di linguaggio che nella sua percezione può lasciare immaginare scenari nuovi per il nostro futuro. Sembra invece un vero e proprio spartito la  registrazione dei suoni nello spazio e proveniente da vari pianeti, tra cui la Terra, effettuato  dalla NASA ed il cui risultato è a tratti stupefacente.

D- Space Renaissance Art e futurismo o fantascienza, connessioni?

 

Parte della space renaissance art affonda molte delle proprie radici nella cultura antica greca e romana. Le nostre origini psichiche trovano conforto in questo confronto ed elaborano nuove soluzioni compositive e nuove forme. Personalmente ritengo Ovidio una fonte inesauribile di spunti così come tutta la mitologia greca.

La fantascienza è il punto ideale d’incontro tra il nostro immaginario e parte di tesi scientifiche,  realizzando un prodotto artistico di grande importanza e dal necessario impatto emotivo.

a cura di Roby Guerra

La Notizah24  Roma

Biblioteca Gramsciana, Ales (Oristano) Gramsci e la lingua sarda / Gramsci e sa limba sarda‏

Visualizza gramsci lingua sarda.jpg in una presentazioneIn una celebre lettera alla sorella Teresina, Antonio Gramsci affermava come l’aver impedito alla nipote Edmea di parlare liberamente in sardo avesse “nuociuto alla sua formazione intellettuale e ha messo una camicia di forza alla sua fantasia”. Quest’acutissima intuizione ha incoraggiato il Comune di Ales a organizzare lo scorso sabato  26 aprile, grazie al finanziamento dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna e con la collaborazione della Soc. Coop. L’Altra Cultura e della Biblioteca Gramsciana Onlus, p , presso la sala convegni del Municipio di Ales in Corso Cattedrale, un convegno dal titolo “Gramsci e la lingua sarda”. Per Gramsci il bilinguismo praticato fin da bambini, dove entrano in campo fattori di carattere psico-linguistico di rilevante portata formativa, sviluppa l’intelligenza e costituisce un vantaggio intellettuale. Tale assunto ha oggi un riscontro nell’evidenza scientifica dei più aggiornati studi in ambito linguistico, neurolinguistico, psicologico, pedagogico, antropologico e didattico. Una disamina dei più aggiornati esiti scientifici in alcuni di questi fronti disciplinari, sulla scorta delle tematiche enunciate e sollecitate da Gramsci, sono state brillantemente e originalmente discusse ad Ales in questo convegno che, dopo i saluti del sindaco Simonetta Zedda, ha visto alternarsi nel palco dei relatori:

Stefano Selenu della Cornell University Ideas “In che lingua parla?” Riflessioni su Gramsci, Dante e le lingue comuni;

Gianni Loy dell’Università di Cagliari Ammanniare cun su bilinguismu

Francesco Bachis dell’Università di Cagliari Per un sardo “senza complicazioni”

Antonio Ignazio Garau, Coop. L’altra Cultura, S’educatzione bilingue cabudàrgia pro Gramsci: una màrcia in prus pro is pipios sardos

Luigi Manias della Biblioteca Gramsciana ONLUS, Il bilinguismo di Gramsci

Il convegno è stato  preceduto la mattina da un incontro tra i relatori Garau e Manias con alcune classi delle scuole medie di Ales. Infine i Tenore di Neoneli, fra i più autentici e importanti interpreti dell’identità canora sarda: proposto nel corso del convegno il loro contributo presentando alcune celebri composizioni.