Marcello Veneziani, l’estetica del voto in libertà

Almeno per una volta alle prossime europee abbiamo la fortuna di esprimere un voto inutile, in libertà.

Non è un voto sul governo ma per eleggere un Europarlamento che serve a poco. Dunque ci possiamo permettere il lusso di votare secondo ragione e sentimento. In purezza. E allora potremo dar libero sfogo ai nostri pensieri. Suggerirò, a titolo personale, con che spirito votare, non chi votare. Innanzitutto votiamo come se fosse un referendum sull’Unione europea, e se non ci piace diciamolo chiaramente: bocciamo chi la comanda e i diktat che impone. Mandiamo un messaggio simbolico all’Unione europea.

C’è poi, mai come stavolta, una parata di partiti personali, ridotti al nome del loro leader. E se votassimo controcorrente per un’idea d’Europa, un’idea di politica, di governo e di civiltà piuttosto che per la faccia di un attore politico? So quanto è difficile trovare un barlume di idee nel panorama, ma se stavolta fosse il criterio giusto? Votare per un ideale o almeno per la sua ombra… Ciascuno il suo, s’intende. Voto inutile? Sì, ma il suo contrario non è oggi il voto utile, è il voto nocivo. Se non si vota sul governo, votiamo solo per rabbia? No, in mancanza d’uomini, votate per le idee. Non si vedono neanche le idee? Ma le idee possono essere invisibili, gli uomini no. Non resta che annusarle nell’aria, intravederle fiammeggiare nei simboli, balenare nelle storie e avvertirne una traccia nel linguaggio che ricorda vagamente qualcosa che ci era familiare… Nostalgia dell’avvenire, diceva uno che morì oggi.

IL GIORNALE

Marcello Veneziani, l’estetica del voto in libertàultima modifica: 2014-05-23T11:34:16+02:00da asinorosso1
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